
L’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa ha registrato un’ulteriore contrazione dei canoni di locazione: -1,4% per monolocali e bilocali e -1,3% per i trilocali nelle Grandi Città; infatti, è proprio in queste realtà che si è avuto il ribasso più importante. Spicca Milano, dove i canoni di locazione hanno perso più che altrove: -6,2% i monolocali, -6,8% i bilocali e -6,5% i trilocali.
Nei capoluoghi di provincia il fenomeno si è avvertito meno e i valori degli affitti sono in leggero aumento per i monolocali e i bilocali, rispettivamente +0,1% e +0,7%; in queste aree la domanda è sostenuta e l’offerta, talvolta, non sufficiente. E’ confermata la contrazione di contratti stipulati per motivo di studio e lavoro mentre sono in aumento coloro che hanno scelto volutamente o per necessità l’affitto. La maggiore offerta ha portato numerosi inquilini a migliorare l’immobile in cui vivono. Cresce la percentuale dei contratti a canone concordato e transitorio.
Aumenta l’affitto come scelta abitativa
Nel secondo semestre del 2020 il 70,9% ha preso casa in affitto come scelta abitativa, con un lieve aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, quando la percentuale era del 64,7%. In questa categoria rientrano coloro che non riescono ad acquistare o preferiscono scegliere l’affitto. Come era nelle aspettative, si nota una contrazione della percentuale di contatti stipulati da lavoratori che passa da 25,8% a 23,4% e di contratti stipulati da studenti, dal 9,6% al 5,7% attuale.
Contratti: avanzano concordato e transitorio
I dati sui contratti stipulati nella seconda parte del 2020 segnalano una contrazione di quelli a canone libero (in un anno da 49% a 47,1%) e un aumento del concordato (da 30% a 31,2%) e del contratto transitorio che passa da 21,1% a 21,8%.
Questo dato, molto interessante, evidenzia una delle conseguenze della pandemia e cioè l’aumento del ricorso al canone transitorio: tutti coloro che avevano acquistato una casa da destinare all’affitto turistico e che hanno deciso di collocarlo sul settore residenziale hanno optato per questa tipologia di contratto al fine di non vincolare l’immobile per troppo tempo e per ritornare agilmente allo short rent in caso di un’inversione di trend dei flussi turistici.
Il contratto a canone concordato, visti i canoni calmierati, potrebbe rivelarsi una buona soluzione per inquilini timorosi degli effetti del lockdown. I proprietari ne apprezzano sempre i vantaggi fiscali.










