Il mistero dell’origine del coronavirus nella nuova puntata di ‘Presadiretta’

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ROMA – Lunedì 29 marzo alle ore 21.20 su Rai 3, per l’ultima puntata del ciclo invernale, con “Sars-CoV-2 anatomia di un complotto” PresaDiretta torna a occuparsi della spy story legata alle origini del virus che in un anno ha già fatto milioni di morti e che tiene in scacco il mondo intero. Da dove arriva veramente il SARS-CoV-2? E poi una riflessione su un’altra emergenza, quella ambientale, perché la Terra è malata e i responsabili siamo noi. Lo sfruttamento indiscriminato degli ecosistemi e gli allevamenti intensivi ci espongono a nuovi “salti di specie”, è successo con il virus Sars-CoV-2 e succederà di nuovo.

Si è da poco conclusa a Wuhan, in Cina, l’inchiesta del team scientifico internazionale nominato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sulle origini della pandemia. Ma alla fine dell’indagine svolta da scienziati di tutto il mondo, il direttore generale dell’Oms Tedros Ghebreyesus ha dichiarato che sull’origine del virus “le piste sono ancora tutte aperte”. Più di un anno di attesa e mesi di preparazione, ma le risposte sulla più grande catastrofe sanitaria del secolo ancora non ci sono. Perché? PresaDiretta è riuscita a intervistare uno dei membri del team internazionale, Dominic Dwyer, microbiologo dell’Università di Sidney e a ricostruire con testimonianze esclusive e documenti inediti cosa è successo durante i 27 giorni della missione in Cina dell’Oms.

E poi un viaggio di PresaDiretta in giro per l’Europa per raccontare le altre epidemie diffuse tra gli animali, di cui si parla poco ma che sono sempre più aggressive e pericolose anche per l’uomo. Il virus dell’aviaria che colpisce gli uccelli selvatici e da loro si trasmette agli allevamenti industriali di pollame di mezza Europa. Sembrava scomparso da anni, invece è tornato. Poi l’influenza suina, che è stata la prima pandemia del XXI secolo, quella provocata dal virus H1N1. Era stata dichiarata finita, ma i virus influenzali dei maiali che avevano contagiato l’uomo ora stanno tornando nei maiali e si stanno ricombinando.

Sono cioè pre-adattati all’uomo, quindi molto più pericolosi. E poi il caso dei visoni danesi, uccisi a milioni perché contagiati dall’uomo con il virus SARS-CoV-2. Ormai è chiaro, l’equilibrio tra uomo e natura si è spezzato. Gli allevamenti intensivi rischiano di diventare delle bombe a orologeria e moltiplicatori di nuovi virus. A PresaDiretta una riflessione sui nostri modelli produttivi e di consumo e su come ripensarli.