“È stato allora – aggiunge – che abbiamo deciso di non restare in silenzio e abbiamo indetto una manifestazione grande e potente nel cortile della prigione di Evin, in cui sono stati scanditi slogan e intonati canti e, a turno, tenuti discorsi”. Condannata a 16 anni di reclusione dal regime, Mohammadi è uscita di prigione grazie a una sospensione della pena per motivi di salute. “Sono sopravvissuta al mio quattordicesimo arresto, avvenuto questa volta a Mashhad alcuni mesi fa. Questo arresto è stato tra quelli che hanno messo più a repentaglio la mia vita, con una violenza indescrivibile, con colpi molto forti inflitti alla testa”. “In questi ultimi mesi mi sono soprattutto curata e oggi sono qui con voi e sto meglio”, conclude.
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