Dopo il reboot “Wrong Turn” e il remake dello slasher “Silent Night, Deadly Night”, il regista e sceneggiatore Mike P. Nelson torna in sala con il suo progetto più ambizioso di sempre: un monster movie adrenalinico incentrato su un gigantesco serpente, che unisce il fascino delle più iconiche creature della storia del cinema a una vicenda mozzafiato ambientata nella giungla amazzonica in Colombia.
A guidare il cast del film Kiana Madeira, già protagonista della trilogia horror di Netflix “Fear Street”, basata sull’omonima serie di romanzi di R.L. Stine, qui affiancata da Jessica Rothe, famosa per la fortunata saga di “Auguri per la tua morte” e Logan Marshall-Green, già nel cast di “Prometheus” e di “Spider-Man: Homecoming”.
Il film segue un gruppo di giovani medici impegnati a portare assistenza sanitaria nei villaggi più difficili da raggiungere lungo il Rio delle Amazzoni e i suoi affluenti. Quando la loro missione li conduce nelle profondità della giungla, quello che doveva essere un viaggio umanitario si trasforma in una disperata lotta per la sopravvivenza. Tra pericoli inaspettati e una natura tanto affascinante quanto ostile, i protagonisti scopriranno presto di non essere soli.
A dominare questo ambiente estremo è infatti Boiúna, nome tradizionalmente associato in Sud America alla figura mitologica di un gigantesco serpente, tra le creature più suggestive del folklore della regione. Il film parte proprio da questa leggenda per immaginare la sopravvivenza, nel presente, di un enorme predatore simile a quelli che milioni di anni fa popolavano quell’area del pianeta.
«Mi sono chiesto: e se qualcosa del genere esistesse ancora?», spiega il regista Mike P. Nelson. «E se dietro la leggenda del Boiúna ci fosse un fondo di verità? A quel punto puoi raccontare una storia umana e realistica, nella quale i nostri personaggi si trovano faccia a faccia con questo gigantesco guardiano della giungla. E diventa molto chiaro che non tutti loro hanno il diritto di trovarsi lì…».
L’obiettivo del regista era infatti quello di inserire una creatura straordinaria all’interno di un universo il più possibile realistico e contemporaneo, trasformando l’Amazzonia non soltanto nello scenario della vicenda, ma in una presenza viva e ostile. Per farlo Nelson ha scelto un approccio visivo diretto, capace di restituire allo spettatore le condizioni estreme nelle quali si muovono i protagonisti. «Volevo adottare uno stile istintivo e immediato, quasi documentaristico», racconta ancora il cineasta. «Stavamo girando in un ambiente davvero estremo e volevo che questo emergesse dalle immagini. Si percepisce l’effetto dell’ambiente su ciascuno dei personaggi. Per quanto fosse meraviglioso, non era certo sempre confortevole».
Tra terrore e adrenalina, “Il risveglio di Boiúna” porta così sul grande schermo una nuova creatura, calandola in un’ambientazione suggestiva: un viaggio senza tregua nel cuore dell’Amazzonia, dove la natura detta le proprie regole e l’essere umano scopre di non essere più al vertice della catena alimentare.
Un gruppo di giovani medici impegnato a portare assistenza sanitaria nei villaggi più remoti dell’Amazzonia è costretto a fuggire nella giungla dopo un violento scontro con alcuni uomini coinvolti nella costruzione di una strada. Ma nelle profondità della foresta li attende una minaccia ancora più terrificante: Boiúna, un gigantesco serpente leggendario che sembra essere molto più di una semplice creatura del folklore. Braccati in un ambiente estremo e implacabile, i protagonisti dovranno lottare per sopravvivere contro un predatore che domina la giungla da milioni di anni.
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