Tra le vette si intrecciano storia, biodiversità e tradizione estrattiva. Questi luoghi sono vere e proprie preziosissime miniere
Uno scrigno naturale e culturale di inestimabile valore per l’Italia. Tra le loro vette aspre e panorami mozzafiato si cela l’oro bianco d’Italia, un materiale prezioso che ha segnato la storia dell’arte e dell’architettura mondiale fin dall’antichità.

Custodi del marmo e della biodiversità
Le Alpi Apuane, con la loro cima più elevata, il Monte Pisanino (1.946 m s.l.m.), si estendono su una lunghezza di circa 60 km e una larghezza di 25 km, attraversando le province di Lucca e Massa-Carrara. Questo territorio, noto anche come Apuania in epoche storiche, è oggi tutelato dal Parco Regionale delle Alpi Apuane, istituito nel 1985 e riconosciuto nel 2011 come parte della Rete Globale dei Geoparchi UNESCO.
La straordinaria biodiversità delle Apuane comprende circa il 50% delle specie floristiche della Toscana, con oltre 140 specie vegetali a rischio di estinzione, molte delle quali endemiche, alcune presenti unicamente in questo territorio. La fauna è altrettanto ricca e include specie di grande interesse conservazionistico come il gracchio corallino, il lupo e l’aquila reale. Le montagne sono inoltre costellate da oltre 1.300 grotte di grande valore speleologico, tra cui spiccano l’Antro del Corchia, le Grotte del Vento e le Grotte di Equi, tutte aperte a visite guidate.
Dal punto di vista geologico, le Apuane si distinguono per la presenza di rocce metamorfiche e sedimentarie, che hanno permesso la formazione del marmo più famoso al mondo. Lungo le pendici e i bacini marmiferi di Torano, Fantiscritti e Colonnata si svolge ancora oggi l’estrazione del marmo, un’attività millenaria che continua a influenzare l’economia e la cultura locale.
Situata ai piedi delle Alpi Apuane, Carrara è il cuore pulsante della produzione e lavorazione del marmo bianco. Con i suoi quasi 60.000 abitanti, il comune si estende dalla costa del Mar Ligure fino alle montagne, dove si aprono i bacini marmiferi. La città è famosa non solo per il marmo, ma anche per il forte legame sociale e politico che ha caratterizzato la sua storia, in particolare durante il XIX e XX secolo.

Il marmo estratto dalle cave di Carrara è stato scelto fin dall’antichità da artisti del calibro di Michelangelo e Antonio Canova per realizzare capolavori che hanno segnato la storia dell’arte. La tradizione estrattiva si unisce a un ricco patrimonio culturale, con musei come il Museo Civico del Marmo e la Cava Museo Fantiscritti, che raccontano la vita e il lavoro dei cavatori attraverso sculture, strumenti e testimonianze storiche.
Carrara ha inoltre rappresentato un importante centro di lotte operaie e fermenti anarchici. Nel tardo Ottocento, la città divenne un punto di riferimento per i movimenti rivoluzionari, con i lavoratori delle cave protagonisti di rivendicazioni sociali e sindacali. L’Unione Sindacale Italiana, sotto la guida di figure come Alberto Meschi, ha avuto un ruolo centrale nella tutela dei diritti dei cavatori, contribuendo a plasmare l’identità sociale della città.
Le cave di marmo di Carrara e delle Alpi Apuane sono oggi meta di visitatori desiderosi di immergersi in un paesaggio unico, tra gallerie scavate nella roccia, ponti sospesi e panorami spettacolari. I percorsi guidati spesso si snodano lungo l’ex Ferrovia Marmifera, un’antica linea che collegava le cave al porto.










