Ingredienti di qualità per noi, il nuovo racconto di Alice Brunner

In un borgo di campagna vengono trovati i famosi “Cerchi nel Grano”. Un fanatico abitante della vicina metropoli ne fa materia per il proprio culto e religioni strampalate. Pare che possa trascinare le folle… fino a che si scopre una verità.

Quando sui campi sperduti di Tenvillo apparvero due figure nella notte, una a forma di otto rovesciato e l’altra a forma di diamante stilizzato, i più giovani del Borgo si precipitarono a vedere le enormi incisioni nelle frasche.

Di seguito, impazzirono i Social.

Nell’arco di ventiquattro ore migliaia di curiosi erano già stati raggiunti dalle spettacolari foto dei media locali, che a loro volta cercarono di raggiungere il luogo. Il fenomeno dei “cerchi nel grano” ? nella sconosciuta Tenvillo?

Le due figure geometriche, apparse all’improvviso, erano veramente notevoli. Giustificavano quell’esodo per mirarle. La più piccola era l’otto rovesciato, impresso sulla piantagione di mais vicino al laghetto artificiale. Rami steli pannocchie e tutte le piante risultavano fissati al suolo simmetrici e schiacciati verso la medesima direzione: il lago.

Il grande diamante, apparso sull’ avena e sterpaglie, era stato ricavato con una pressione terribile sui rami, rivolti tutti verso il borgo di Tenvillo.

Il giorno seguente le due geometrie divennero ininterrotta meta di turisti improvvisati ed esploratori cialtroni. Le autorità furono costrette a delimitare la zona con nastri gialli di No-Trespassing; finché nella zona stazionarono solamente radio TV ed esperti geologi ed agronomi.

La notizia giunse presto a Sancti, conosciuto nel Borgo come una specie di studioso mago esoterista e contattista.

Dicevano di lui che, presentandosi con numerosi titoli, in realtà non fosse nulla. Ma Sancti rispondeva che il vero Maestro ( lui stesso )non era nulla infatti, perché l’allievo era tutto.

Anche questo non voleva dire niente, però adoperava tal frase perché era d’ effetto.

“Finalmente, Rebecca!” esclamò verso l’anziana assistente.

“Loro, gli Arcani Superiori che guidano la mia vita si stanno rivelando. Sono secoli che aspetto il contatto siderale”.

E quando Sancti diceva “ secoli” non intendeva in senso figurato, visto che si attribuiva cinquecento e passa anni.

Il Maestro e la vecchia assistente raggiunsero faticosamente in auto la zona impervia. Distava chilometri da Tenvillo ed i campi venivano curati raramente da pochi contadini del posto.

Sancti superò erbacce ed arbusti, scorse il nastro giallo e da un borsone tolse l’ attrezzatura che aveva preparato per lo scopo: telecamera, registratore super sensibile, un oggetto di sua invenzione atto a registrare sbalzi magnetici, un pendolo.

“Rebecca, i nostri allievi? Li hai convocati?”.

“Convocati, Maestro. Stanno arrivando”.

Sancti alzò il pendolino, lo diresse verso la figura dell’otto rovesciato e chiuse gli occhi. La punta di rame oscillò violentemente in direzione del campo.

Il Maestro sentenziò: “Gli Arcani mi parlano. Percepisco le vibrazioni…”

Nel frattempo, dieci metri sotto il suolo, la città degli Gnomi era in fermento. Festeggiavano il giorno della Grande Focaccia e Gnomo Uno correva su e giù per gli stretti cunicoli: doveva controllare che tutto fosse a posto. Giunto nella sala della Griglia, saluto’ con un cenno tutti i presenti: gli invitati al banchetto, la Gnoma Cuciniera e con particolare riguardo lo Gnomo Cercatore.

“Ehilà Cercatore, il tuo cristallo rosso cosa ha trovato questa notte?”.

“Tutto ben fatto. Come ogni anno ho posizionato il cristallo all’apertura per il Sopra. Mirate il lavoro egregio che ha compiuto”.

Un gigantesco schermo in fondo alla sala s’ illuminò, ed iniziarono le registrazioni della notte. Lo Gnomo Cercatore, appena tramontato il sole, era uscito sul Sopra. Attento a non farsi scorgere da umani o animali trascinò sull’apposito carrello il cristallo rosso – la magia che dava e rendeva vita a tutto il popolo degli Gnomi.

Quindi sussurrò: “Cerca gli ingredienti migliori per noi. Domani celebriamo il rito della Grande Focaccia!”.

La pesante sfera si sollevò rapidamente, e volò sui cespugli frasche e piantagioni confinanti. Lei era la protettrice dei popoli di Sotto, obbediente e fantasiosa insieme. Il suo compito era quello di ricavare dalle piante e cereali i semi, i pollini, i petali adatti per il fabbisogno di quella gente.

Ad ogni suo passaggio rapido, illuminato e silenzioso, ogni ramo stelo e foglia si piegava. Dato che il compito del cristallo era armonico, la sfera indugiò per ore a passare e ripassare sui campi e volutamente nel passaggio, oltre che mettere da una parte la materia prima per la Focaccia, disegnò due belle figure geometriche.

All’alba, gli Gnomi Raccoglitori muniti di carrelli raccolsero semi pollini e petali scelti dalla sfera, trasferirono il prezioso materiale nelle cucine; dove finalmente la Gnoma Cuciniera ebbe modo di maneggiare l’impasto con l’aiuto di assistenti.

Alla fine del filmato, gli spettatori esultarono e batterono le mani.

“Amici, ora il responso. Cuciniera, fa’ portare la Grande Focaccia e tutti noi daremo i voti!”.

Dieci metri Sopra, una folla di allievi e seguaci avevano raggiunto il Maestro accanto alle due figure geometriche.

Sancti grazie ad uno sgabello riusciva a sovrastare la folla: “Il pendolo non mente, e gli Arcani hanno parlato. Questa è la Fine Del Mondo!”.

Dieci metri Sotto, Gnomo Uno si riempì la bocca del goloso impasto: “Cuciniera, la Grande Focaccia quest’anno è la fine del mondo!”.