Il porporato ha giustapposto un richiamo concreto al valore delle relazioni umane, soprattutto nei territori marginali, dove la tecnologia non può sostituire la vicinanza tra le persone. “Nelle aree interne – ha aggiunto – quando c’è comunità, c’è sempre un rapporto personale, c’è la relazione. Quello di cui noi dobbiamo temere, ripeto, a volte non è facile, ma è sempre possibile”. Il cardinale ha poi richiamato la condizione di chi è più fragile: “Non bisogna lasciare mai nessuno solo. Mai – ha detto poco più avanti – Per fortuna la vita si allunga, ma si allungano anche le malattie degenerative. E tante volte questa condizione è accompagnata da solitudine”.
Infine, Zuppi ha rilanciato il ruolo della comunità come risposta: “Se c’è una forza della comunità, deve essere proprio anche questa: di aiutarsi nell’affrontare condizioni faticose e dolorose che, se sostenute, accompagnate dalle istituzioni e dalla comunità insieme, in quell’alleanza diventano molto più umane. diventano addirittura occasioni di cambiamento, di miglioramento”.
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