Intervista a Luca O’ Connor, un giovane scrittore dal cuore grande

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trittico luca attore

Mi aspetto che il lettore possa identificarsi in Harper o anche in qualsiasi altro personaggio e dire di aver vissuto una fantastica avventura grazie al mio libro. Per uno scrittore non c’è niente di più appagante di questo

Ama i libri, il Teatro e il Cinema, Luca O’ Connor, scrittore e attore, ci sta facendo attualmente sognare ad occhi aperti con Harper Evans e La Stella dei Desideri, il suo ultimo romanzo fantasy, pubblicato da Edizioni WE. Un testo, che seppur dedicato perlopiù ai giovanissimi, è vivamente consigliato anche a tutti quegli adulti che non dimenticano mai di far vivere dentro di loro il fanciullino di pascoliana memoria…

Luca O’ Connor, autore del libro Harper Evans e la stella dei desideri , pubblicato da Edizioni WE, parlaci un po’ della genesi della tua opera e di come sei arrivato alla pubblicazione…

Il romanzo Harper Evans e la Stella dei Desideri è un libro di genere fantasy rivolto a tutte quelle persone che amano sognare e che hanno bisogno di un po’ di magia, quindi sia i bambini sia gli adulti. La prima bozza di questa storia l’ho scritta nel 2003, quando ero in seconda media. Come compito a casa avrei dovuto scrivere un testo breve che poi sarebbe stato letto in classe. In quel periodo non facevo altro che sfornare storie fantasiose e interessanti e in un pomeriggio soltanto scrissi la prima stesura del mio compito che chiamai: “La stella dei desideri”. Ricordo ancora i complimenti della professoressa per la fantasia. Questo piccolo racconto rimase poi in un cassetto per circa vent’anni. Il motivo era che prima di Harper Evans mi sono dedicato al mio primo romanzo: L’Aquila e la Stella che mi ha tenuto occupato sette lunghi anni. Essendo questo un romanzo rivolto prettamente agli adulti, mi sono reso conto che non avevo fatto niente per i bambini. Cosi mi ricordai di quel famoso compito di seconda media. Lo ripescai dal cassetto e durante il primo lockdown dovuto al Covid-19 mi sono messo a riscriverlo da capo. Ebbe numerose revisioni fino a quando consegnai una delle versioni più pulite alla mia casa editrice, ovvero Edizioni WE, che nel mese di aprile 2021 lo ha portato alle stampe.

Come descriveresti in particolare il tuo rapporto con l’editore Nicola Bergamaschi?

È una persona straordinaria. E poi, soprattutto con me ha avuto enorme pazienza. Non oso immaginare come faccia a sostenere tutti gli scrittori di Edizioni WE (siamo un bel po’)! Lo incontrai dal vivo nel 2019 poco prima della pubblicazione de L’aquila e la Stella per parlare della sua casa editrice e di come funziona il mondo dell’editoria per me all’epoca sconosciuto. Da subito ho percepito Nicola come un tesoro e ne ebbi la conferma quando ho visto come si fa in quattro per tutti noi. Mi ha fatto conoscere tantissime persone nuove e sono sicuro che continuerà a farlo anche in futuro.

E con l’illustratore della copertina di Harper Evans e la stella dei desideri Damiano Conchieri?

Damiano Conchieri è una di quelle persone presentate da Nicola Bergamaschi. Avevo appena terminato l’ennesima revisione di Harper Evans e la Stella dei Desideri e mi misi a cercare un disegnatore che avrebbe realizzato la copertina del libro. Nicola mi suggerì il suo contatto e da subito si creò tra di noi il giusto feeling per una collaborazione in serenità e armonia. Sono rimasto sbalordito dalla sua professionalità e dalla sua eccellente serietà nel suo lavoro. Ci siamo sentiti un pomeriggio al telefono e, in meno di quindici minuti , aveva già capito cosa volessi! E il giorno dopo era già pronta la copertina! È fantastico! Inutile dirvi che avevo gli occhi a forma di cuore per tutto il tempo…

Sappiamo comunque che hai scritto anche altri libri, uno in particolare L’Aquila e La Stella, antecedente ad Harper Evans e la stella dei desideri, vuoi parlarcene?

L’Aquila e la Stella è il mio primo vero romanzo. Narra della bontà e cattiveria degli uomini. Racconta di Gabi, un ragazzo ebreo che durante le leggi razziali del 1938 conosce tra i banchi di scuola Friedrich, un ragazzo tedesco, figlio del capo della Gestapo. I due fanno amicizia in uno dei periodi più bui della nostra storia: l’Olocausto. In Italia scoppia la seconda guerra mondiale e tutti gli ebrei sono costretti a nascondersi e fuggire. Gabi e Friedrich, secondo la società e dallo sviluppo degli avvenimenti, non possono essere amici. In tutto il libro ho cercato di far emergere uno dei sentimenti più importanti della vita: l’amicizia. Ho voluto raccontarlo perché io penso che ci sono sentimenti che vanno oltre certi pregiudizi imposti dalla società e Gabi e Friedrich sono la prova che l’amicizia vince sempre. Scrivere questo libro non è stato per niente facile. Iniziato nel 2011 appena diplomato alle scuole superiori ed è terminato nel 2018 dopo sette anni di documentazioni e ricerche accurate. Anche la ricerca di una casa editrice non è stata semplice fino a quando non mi sono imbattuto per puro caso in Nicola Bergamaschi e la sua Edizioni WE.

Se tu fossi editore, oltre che scrittore, in base a quali criteri sceglieresti le opere da pubblicare?

Non mi avevano mai fatto una domanda simile. È difficile, ma credo che la risposta sia banale: oltre che aspettarmi un testo pulito quanto possibile in tutte le sue forme, mi piacerebbe trovarmi davanti a un libro di valore, con una trama avvincente, che non mi fa staccare gli occhi. O ancora: un racconto che possa farmi dire: “questo testo può aiutare molte persone”, oppure un romanzo che possa far conoscere aspetti a me sconosciuti (ad esempio come quelli che hanno un tocco psicologico).

Quale può essere in particolare un filo rosso che può in qualche maniera legare queste due opere?

Harper Evans e Gabi Goldshmiedt hanno in comune una cosa: entrambi i protagonisti hanno qualcosa che li aiuta ad andare avanti. Harper riceve un dono dal cielo, ha al suo fianco una stella in grado di esaudire ogni cosa lui chieda, mentre Gabi Goldshmiedt ha al suo fianco l’amico Friedrich. E questi due elementi, per i protagonisti rappresentano la speranza: la speranza che tutto possa andare bene, di ritrovare quella luce in fondo al tunnel apparentemente lontana o inesistente. La stella che esaudisce ogni cosa e l’amico fidato come Friedrich sono “le cose” che tutti vorrebbero.

Si dice che un bravo scrittore spesso sia in primis anche un onnivoro lettore, tu in genere come lettore quale genere prediligi?

Io sono sempre stato amante dei thriller di Dan Brown, degli horror di Stephen King e dei fantasy della Jane Rowling; una combo perfetta direi!

Visto che sappiamo che sei anche attore, quale è un film tratto da un libro che ami particolarmente nel quale ti sarebbe piaciuto – o ti piacerebbe nel caso non sia ancora stato fatto – recitare?

Da anni ho un sogno: interpretare Ebenezer Scrooge nell’opera “Canto di Natale” di Charles Dickens. Lo so che è un personaggio che ha una certa età, ma l’arte dell’attore sta anche in questo. In particolare, Ebenezer Scrooge mi ha sempre affascinato, i suoi tre spiriti gli fanno visita durante la notte per metterlo in guardia sul suo comportamento freddo, meschino e crudele verso gli altri. È un personaggio completamente lontano e diverso da me e per questo motivo mi attrae.

Prima di salutarci, abbiamo saputo che Harper Evans e la stella dei desideri in teoria costituisce l’inizio di una serie, ti va di parlarcene e di dirci cosa ti aspetti da essa nel futuro ormai imminente?

Inizialmente Harper Evans doveva essere sviluppato in cinque romanzi ma in seguito ho deciso di aggiungerne altri due portando, quindi la serie ad essere composta da sette libri. Questo numero non è stato scelto a caso ma, al contrario, ha un significato e una sua importanza che verrà spiegata poi, pian piano, nella storia. Con l’avanzare della trama, il piccolo Harper crescerà, farà delle esperienze magiche, incontrerà numerosi personaggi e scoprirà delle cose incredibili che sorprenderanno il lettore che, come Harper, crescerà a sua volta.

Mi aspetto che il lettore possa identificarsi in Harper o anche in qualsiasi altro personaggio e dire di aver vissuto una fantastica avventura grazie al mio libro. Per uno scrittore non c’è niente di più appagante di questo. Credo che la saga di Harper Evans sia una bella storia, affascinante e ricca di colpi di scena. Attualmente sto scrivendo il secondo libro e i primi lettori beta che mi stanno aiutando hanno detto che è addirittura migliore del primo. Spero possa essere così anche per tutti gli altri.