
Ciardi spiega che la Polizia ha ricevuto circa 40 denunce e “abbiamo diversi casi da approfondire. Oltre al tentato suicidio di una ragazza a Pescara, abbiamo scoperto diverse conversazioni tra ragazze che lasciano presumere una dinamica identica a quella scoperta in Russia, anche se non abbiamo ancora riscontro che siano guidate da un ‘tutor’, facevano esplicito riferimento al ‘blue whale’ e per questo abbiamo contattato subito i genitori”.
La Polizia Postale ha ricostruito le modalita’ del ‘gioco’: “Con un hashtag su Facebook, una ‘chiave’ che evidenziava l’argomento. Poi partivano le disposizioni: tàgliati le braccia, svegliati alle 4 di mattina e gira per casa, guarda un film dell’orrore, infliggiti un grande dolore, fatti una balena blu sul braccio. Era un crescendo per 50 giorni fino all’ordine finale: ucciditi”.
“Spesso il disagio giovanile si salda con l’emulazione ed e’ su questo che bisogna porre la massima attenzione. E’ l’appello che rivolgiamo ai genitori, ai professori ma soprattutto ai ragazzi: attenzione a cogliere segni anche minimi di malessere, attenzione a manifestazioni di autolesionismo”, conclude Ciardi.











