Cultura

L’elogio del non sapere: la lezione di Telmo Pievani nell’era dell’Intelligenza Artificiale

In un’epoca dominata dall’AI e da facili certezze, Telmo Pievani ci guida alla scoperta della “buona ignoranza”

In un’epoca in cui gli algoritmi dell’intelligenza artificiale sembrano promettere risposte immediate per ogni interrogativo e la rete è satura di “fabbricanti di certezze”, qual è il valore di ciò che non conosciamo? La risposta risiede in un concetto apparentemente paradossale ma profondamente liberatorio: la «buona ignoranza».

Lontana dall’analfabetismo funzionale o dal rifiuto del sapere, la buona ignoranza è la consapevolezza dei propri limiti ed è, da sempre, la molla più potente del progresso umano. A ricordarcelo con la consueta verve divulgativa è Telmo Pievani, tra i più autorevoli filosofi della scienza ed evoluzionisti italiani, nel suo nuovo saggio dedicato ai grandi enigmi che ancora sfuggono alla nostra comprensione.

I grandi misteri dell’universo (e di noi stessi)

Dalla biologia alla genetica, passando per la paleontologia e l’astrofisica, l’ignoto che ci circonda è immensamente più vasto delle nostre conquiste. Nonostante i giganti passi avanti della tecnologia:

  • Il pianeta sconosciuto: Non sappiamo con certezza quante specie viventi popolino la Terra; milioni di organismi rimangono del tutto invisibili ai nostri cataloghi.
  • Solitudine cosmica: La domanda se esista o meno una forma di vita oltre i confini del nostro pianeta rimane ancora aperta.
  • I tasselli del nostro passato: La storia dell’evoluzione umana presenta enormi zone d’ombra. Non conosciamo il numero esatto di specie umane esistite, né la natura precisa dell’antenato comune che condividiamo con gli scimpanzé.
  • L’enigma interiore: Il mistero si fa ancora più fitto quando guardiamo dentro noi stessi, di fronte a porzioni di DNA di cui ignoriamo la funzione o alla complessità ancora indecifrata delle nostre reti neurali.

L’incertezza come motore della conoscenza

Invece di provocare smarrimento, questo immenso “non sapere” rappresenta una risorsa inestimabile. Riconoscere l’incertezza significa alimentare la curiosità, stimolare la ricerca e affrancarsi da quei pregiudizi e da quelle presunzioni che oggi intossicano il dibattito pubblico. Ogni risposta scientifica non chiude un capitolo, ma apre la strada a decine di nuove domande.

Con la chiarezza del docente e la passione del saggista, Telmo Pievani ci offre un antidoto fondamentale alla presunzione dell’era digitale: un viaggio stimolante per riscoprire che ammettere di non sapere è, ancora oggi, il primo vero passo per iniziare a conoscere.

Profilo dell’Autore

Telmo Pievani insegna Filosofia delle scienze biologiche all’Università degli Studi di Milano ed è visiting scientist presso l’American Museum of Natural History di New York. Direttore del portale di evoluzione Pikaia e firma del Corriere della Sera, è autore di numerosi bestseller di saggistica scientifica, tra cui Imperfezione (2019), Finitudine (2020), Serendipità (2021) e Tutti i mondi possibili (2024).

SCHEDA DEL LIBRO

Titolo Sei storie di buona ignoranza
Autore Telmo Pievani
Argomenti Filosofia della scienza
Scienza e Divulgazione scientifica
Collana Temi
Editore Raffaello Cortina Editore
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 216
Pubblicazione 11/2026
ISBN 9788832859478

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Pubblicato da
Redazione L'Opinionista
Argomenti: libri

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