
Per Zaia l’arte espressiva di Benigni, “seppur universale”, è “sempre caratterizzata e contrassegnata dalla forte identità toscana. Una connotazione che lo ha reso ancor più apprezzabile al grande pubblico nella recitazione dei canti della Divina Commedia; nell’anno in cui si celebra il settimo centenario della morte di Dante, l’assegnazione del Leone d’oro alla carriera sembra voler sottolineare anche questo forte legame. Le mie congratulazioni a Roberto Benigni, e mi complimento con il direttore Barbera e il Cda della Biennale per la scelta”.
E infine: “Esprimendo con orgoglio la sua forte identità toscana, Benigni ha sempre dato una dimostrazione di saldezza nelle proprie radici; un valore che come veneti sentiamo comune. Nel Leone d’oro che riceverà a Venezia, a settembre, c’è il simbolo storico della nostra terra, il riassunto di una cultura che ha fatto della libertà e del cosmopolitismo il fondamento del suo aprirsi al mondo. Connotazioni alla base anche della tradizione culturale, teatrale e cinematografica che sono componenti essenziali della storia di Venezia e del Veneto”.











