Politica

Lollobrigida: “Beefsteak di ceci? Non è logico”

ROMA – “Non è del tutto logico, a mio avviso, che chi vuole consumare o vendere prodotti vegetali per motivi etici o salutistici, o per gusto, abbia piacere a definirli con richiami lessicali a prodotti di provenienza animale”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, rispondendo a interrogazioni sulla revisione del divieto della denominazione di carne per prodotti trasformati contenenti proteine vegetali di cui alla legge n. 172.

“L’esempio più banale – ha aggiunto Lollobrigida – è la denominazione ‘bistecca’ etimologicamente legata al termine inglese beefsteak, che tradotto in italiano significa ‘pezzo di bue’; questo termine abbinato ad un prodotto vegetale esprime una contraddizione in termini. Pensiamo a ‘bistecca di ceci’; sarebbe a dire ‘pezzo di bue di ceci'”.

Il ministro ha quindi ricordato che a questo proposito “proprio ieri (martedì 27 febbraio, ndr) in Francia è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale un decreto che interviene nuovamente su questo tema, finalizzato a superare le ragioni che avevano indotto il Consiglio di Stato francese a sospendere la prima normativa. Il nuovo decreto contiene un elenco puntuale di termini vietati a cominciare proprio dalla denominazione ‘bistecca’, ma anche ‘prosciutto’, ‘filetto’ e ‘controfiletto'”.

“I nostri uffici legislativi stanno verificando la compatibilità del modello francese con il nostro sistema – ha concluso Lollobrigida – per riprendere eventualmente la strada già seguita in un ordinamento sostanzialmente simile al nostro”.

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Redazione L'Opinionista

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