
Lo accolgono con applausi e incitazioni – “grande presidente” – e lui risponde a un paio di domande. “La pace è al centro di tutto, la pace e il ruolo che deve e può avere l’Europa unita nel promuoverla. Intanto”, spiega Mattarella con un tono schietto ma anche paziente, quasi da insegnante in mezzo alla sua classe, “la nostra Repubblica nasce da una spinta comune tra cittadini e istituzioni dopo la guerra, e questo progetto di pace è espresso nella nostra Costituzione”, “ma anche dal sentimento comune che ha prodotto la Costituzione”.
Cita l’articolo 11 della Costituzione e precisa che “anche quando si è stati costretti a ricorrere alle armi per resistere all’orrore l’obiettivo era sempre la pace e la collaborazione tra i popoli”. E l’Ue unita può essere “perno” del dialogo internazionale ammesso che “resista ad attacchi interni ed esterni di chi vorrebbe il ritorno dei nazionalismi”. I tempi, certo, sottolinea il capo dello Stato citando Sant’Agostino, sono difficili, duri ma, attenzione, “i tempi siamo noi” con i nostri comportamenti, a cominciare dalla vita quotidiana fino alle decisioni degli Stati. Trovandosi davanti tanti ragazzi – secondo gli organizzatori alla marcia hanno partecipato oltre settemila persone – Mattarella coglie l’occasione per avvertire sulla “insidia” del web che cancella i rapporti umani, isola e dove “sovente” si parla un linguaggio d’odio.









