Maximo Ibarra: “Ecco il Metaverso secondo Engineering”

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ROMA – Il metaverso è, tra le frontiere del digitale, quella forse più affascinante e ricca di sviluppi. In occasione dell’evento Obiettivo 5, il campus di formazione per l’equità e l’inclusione del Corriere della Sera organizzato presso l’università La Sapienza a Roma, askanews ha intervistato Maximo Ibarra, Ceo di Engineering società che per l’occasione ha inaugurato la Metaverse Dome Experience. “Penso che siamo oltre la scommessa, ormai il metaverso è una realtà che si sta evolvendo, si sta sviluppando. Per cui in questo momento esiste un po’ quella che noi chiamiamo interoperabilità di device attraverso i quali si può fruire un’esperienza di metaverso e di casi d’uso che in questo momento cominciano ad avere una presenza abbastanza diffusa anche a livello di mass market”.

Engineering, leader nella digitalizzazione dei processi per imprese e PA, considera il metaverso un obiettivo strategico anche dal punto di vista tecnologico: “Noi ci stiamo investendo molto, una delle caratteristiche che noi abbiamo è quella di poter intercettare questi sviluppi tecnologici prima ancora che diventino maturi e quindi poter plasmare questa tecnologia prima rispetto agli altri. Sviluppi che iniziano a essere tradotti anche sul piano pratico. Uno dei casi d’uso su cui stiamo lavorando in questo momento è quello che riguarda la digitalizzazione di quello che può essere il contesto culturale, architettonico, della bellezza delle nostre città. Una di queste città è Orvieto. Per ora abbiamo fatto un progetto dove fondamentalmente esiste la possibilità di poter interagire con queste bellezze e questo patrimonio artistico. a anche quella di poter interagire con il comune dal punto di vista di quelli che sono alcuni servizi”.

Come per tutte le innovazioni, il tempo perché queste siano fruibili sul mercato è un aspetto tutt’altro che secondario: “Stiamo parlando di un ecosistema di tecnologie. Quindi se noi immaginiamo quale potrebbe essere un’applicazione del metaverso che dal punto di vista dell’immersività, dell’esperienza sia piuttosto sofisticata, direi che possiamo aspettare due-tre anni”.

Tempi diversi per il mercato business: “Tra cinque anni ne vedremo delle belle anche per quanto riguarda applicazioni di metaverso per le aziende, quindi collaborazione, fare meeting da remoto, esperienze ibride. Avremo anche la possibilità di poter contare su dei device che diventano meno ingombranti, meno pesanti, dei visori che sono molto più light dal punto di vista del peso. E’ un po’ questa convergenza di tecnologie che accelera che permetterà nei prossimi anni, a step incrementali, che questa esperienza possa essere qualcosa che il pubblico normale può cominciare a fruire sia dal punto di vista del costo che della qualità dell’esperienza”.