Tra vicoli di tufo e tradizioni ebraiche, offre per Pasqua 2026 un viaggio unico tra storia millenaria, cultura e panorami mozzafiato
16 gennaio 2026 – Con l’avvicinarsi della Pasqua 2026, in programma il 5 aprile, cresce l’interesse verso mete italiane capaci di offrire un’esperienza autentica e ricca di storia. Tra queste spicca il luogo di cui vi parliamo oggi, celebre per il suo suggestivo paesaggio tufaceo e per il profondo legame con la cultura ebraica, che gli ha valso il soprannome di Piccola Gerusalemme d’Italia.

Con il calendario festivo 2026 che prevede Pasqua domenica 5 aprile e il lunedì di Pasquetta, questo luogo si presenta come una meta ideale per chi cerca un’esperienza di viaggio all’insegna della cultura, della natura e della spiritualità. La possibilità di usufruire di ponti e festività consente di organizzare un soggiorno prolungato per esplorare non solo il borgo, ma anche le bellezze naturalistiche e storiche dell’intera regione.
Il fascino del borgo, unito alla sua storia unica e al contesto paesaggistico suggestivo, rende Pitigliano una destinazione imperdibile per la Pasqua 2026, adatta a chi desidera vivere un’esperienza di viaggio autentica e fuori dai circuiti turistici più affollati.
Un gioiello di Tufo
Situato a circa 80 chilometri da Grosseto, Pitigliano si erge su un’imponente collina di tufo, un materiale vulcanico che caratterizza non solo il profilo del borgo ma anche buona parte delle sue abitazioni e delle mura medievali. Questo terrazzo naturale regala uno spettacolo visivo unico, soprattutto per chi si avvicina percorrendo la strada regionale 74 Maremmana, dove la rupe a strapiombo e le grotte scavate nella roccia creano un quadro quasi fiabesco.
Il centro storico, interamente costruito in tufo, è un labirinto di vicoli, archi e scorci panoramici che dominano le vallate circostanti. Nonostante la mancanza di grandi attrazioni turistiche come musei o monumenti maestosi, l’essenza di Pitigliano risiede proprio nella sua atmosfera intima e nella storia che permea ogni pietra. Passeggiare tra le case scavate nella roccia significa immergersi in un passato millenario che risale addirittura all’epoca etrusca, testimoniata da numerosi insediamenti presenti nel territorio.
La peculiarità di questo borgo, riconosciuto tra i più belli d’Italia, è inoltre il suo nome affettuoso: la Piccola Gerusalemme. Questo appellativo nasce dal ruolo storico che Pitigliano ha avuto come rifugio sicuro per una vivace comunità ebraica, insediatasi a partire dal tardo Quattrocento.

Il legame tra Pitigliano e la comunità ebraica è un elemento distintivo che ha segnato culturalmente e architettonicamente il borgo. Qui gli ebrei trovarono rifugio dalle persecuzioni e dalle espulsioni che caratterizzarono l’Europa del XVI secolo, costruendo una realtà sociale integrata e fiorente. Ancora oggi è possibile visitare il quartiere ebraico, che conserva la sua identità attraverso locali, attività culturali e religiose e la sinagoga storica, recentemente restaurata.
La sinagoga di Pitigliano è uno dei simboli più tangibili di questa eredità. Ripristinata e valorizzata, rappresenta un luogo di memoria e di incontro che richiama visitatori da tutto il mondo interessati a scoprire questa pagina di storia italiana spesso poco conosciuta.
Le origini di Pitigliano affondano nelle radici etrusche, testimoni di un insediamento antico che ha attraversato i secoli fino a diventare un centro medievale sotto il dominio della famiglia Orsini e successivamente dei Medici. Oggi il borgo conta circa 3.500 abitanti, i pitiglianesi, che custodiscono con orgoglio il patrimonio storico e culturale della loro città.
Tra le strutture religiose, spiccano la Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, edificata nel Medioevo e rimaneggiata nel tempo, e la chiesa di Santa Maria Assunta in stile neoromanico.











