“Miseria puttana”, Mondiali di calcio ’94 e ragazzi di strada nel romanzo di Massimo Boddi

18

ROMA – Estate 1994. Sullo sfondo dei mondiali di calcio americani, Simone, Cristian, Tommaso e Dario bazzicano le vie del quartiere con la sfacciataggine degli adolescenti sfrontati e ribelli. Tra il caldo uggioso, i tuffi rinfrescanti al mare e qualche scorribanda delle loro, il tempo lo passano così: come chi in strada ci sta benissimo, senza inventarsi chissà cosa di speciale per ammazzare le giornate, a parte frustare l’asfalto in sella alla mountain bike e darsi a fare un po’ di canagliate.

“Miseria puttana”, il romanzo di Massimo Boddi (la Bussola edizioni, 124 pagine, 10 euro), è un universo variegato. Si muove nel groviglio di vie all’ombra dell’imponente acciaieria che, con le sue alte ciminiere, domina i tetti della città toscana di Piombino. Ha i colori della ruggine e il sapore acre della provincia meccanica. «La storia riflette le esperienze adolescenziali della generazione anni Novanta che ha fatto sua la mentalità da outsider, inaugurando l’idea che essere perdenti era un valore – spiega Boddi – Quando si facevano cose ordinarie, senza pretese e senza fronzoli, vestiti in modo sgangherato ad ascoltare nastri mixati e le ragazze si tingevano i capelli di colori vivaci. Lo spirito del romanzo è questo, un’avventura spensierata di formazione e di crescita dove l’unico senso di nostalgia è il desiderio di tornare a vivere l’incoscienza di quell’età».

Il romanzo è la fotografia di una tribù guerriera che si svaga seguendo i principi della cultura di strada, schiacciando i sogni sotto i piedi come se provenissero dall’asfalto arroventato. Quando l’esperienza di vita, scheggiata e selvaggia, raggiunge il suo apice di libertà tra strafottenza, spacconeria, affronti, scontri, amori impossibili. Una storia di avventura ma anche di maturazione, lungo il percorso che porterà il protagonista, Simone, a misurarsi con scelte inaspettate e con le proprie reali aspirazioni. In quel cantiere aperto che è l’adolescenza.

Massimo Boddi, classe 1983, è freelance nel campo della comunicazione e dell’editoria. Ha collaborato e collabora, a vario titolo, con organizzazioni, case editrici, emittenti televisive, web-magazine e riviste. È autore di saggi e pubblicazioni, tra cui “Letteratura dell’impero e romanzi coloniali (1922-1935)”.