Un concerto che trova nella Foce del Coghinas uno scenario particolarmente congeniale alla propria natura: un luogo di confine e di incontro, dove il fiume raggiunge il mare e il paesaggio sembra mutare continuamente insieme alla luce. È proprio sull’idea dell’attraversamento, del passaggio tra territori differenti, che si costruisce l’universo musicale di LÙMIA.
Il progetto nasce infatti dall’incontro di due percorsi artistici autonomi e riconoscibili e dalla volontà di spingersi oltre i confini della forma-canzone. Acustico ed elettronico si intrecciano senza gerarchie, mentre voce e strumenti contribuiscono alla costruzione di un paesaggio sonoro in continua trasformazione. Racconto, frammenti strumentali, composizione e improvvisazione confluiscono così in una musica che procede per immagini e atmosfere, quasi fosse la colonna sonora di un film ancora da girare.
Nel mondo di LÙMIA convivono la sensibilità della tradizione cantautorale italiana e una ricerca sonora aperta alle esperienze internazionali dell’elettronica e del pop più visionario. Le stratificazioni emotive che richiamano Apparat, le rarefazioni dei Sigur Rós, le atmosfere cinematiche dei Goldfrapp e la leggerezza degli Air sono suggestioni che entrano in un linguaggio personale, nel quale la canzone perde progressivamente i propri contorni per trasformarsi in spazio, materia e paesaggio.
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