
Nel rapporto trimestrale sono state calcolate le differenze tra i dati giornalieri cumulati dei primi tre mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019. E dopo “una sostanziale stabilità” delle posizioni lavorative dipendenti nei primi due mesi dell’anno 2020, se ne registra “la progressiva perdita” a inizio marzo “fino a circa 220mila in meno in confronto alla dinamica dei flussi dei primi tre mesi del 2019”.
A pesare sulla riduzione, viene sottolineato, è in misura maggiore la contrazione delle nuove attivazioni cui si somma, con il perdurare dell’emergenza sanitaria, la mancata proroga o il mancato rinnovo dei contratti a tempo determinato in scadenza nel periodo.











