
Il pontefice ha invitato frati e suore, impegnati nei loro lavori capitolari, a “raccogliere il testimone” dei loro fondatori, “tocca a voi prenderlo e andare avanti, e a continuare come loro a ricercare e seminare la bellezza di Cristo nella concretezza delle pieghe della storia”. Poi il Papa li ha invitati alla “semplicità”, “spogliandovi di tutto ciò che non serve o che può ostacolare l’ascolto e la concordia nei vostri processi di discernimento; spogliandovi di calcoli, di ambizioni – ma l’ambizione, per favore, è una peste nella vita consacrata; state attenti a questo: è una peste – invidie – è brutta l’invidia in una vita comunitaria; l’invidia a me piace vederla come la ‘malattia gialla’, una cosa brutta – pretese, rigidità e qualsiasi altra brutta tentazione di autoreferenzialità. Saprete così leggere insieme, con sapienza, il presente, per cogliere in esso i segni dei tempi e prendere le decisioni migliori per il futuro”. “Pregate per le vocazioni. È necessario che voi abbiate successori che portino avanti il carisma. Pregate, pregate. E state attenti nella formazione: che sia una buona formazione”, ha concluso il Papa.











