
Il pontefice ha poi chiesto ai cristiani di guardare ai Magi, mossi dal “desiderio” perché “sono i desideri ad allargare il nostro sguardo e a spingere la vita oltre: oltre le barriere dell’abitudine, oltre una vita appiattita sul consumo, oltre una fede ripetitiva e stanca, oltre la paura di metterci in gioco, di impegnarci per gli altri e per il bene”.
Nell’omelia ha anche citato “un grande pittore, Van Gogh” che “scriveva che il bisogno di Dio lo spingeva a uscire di notte per dipingere le stelle. Sì, perché Dio ci ha fatti così: impastati di desiderio”. Il Papa ha allora concluso: “E’ triste quando un sacerdote ha chiuso la porta del desiderio, è triste cadere nel funzionalismo clericale, è molto triste”.











