
Ad ulteriore conferma del trend, Check Point Software Technologies, tramite Check Point Research, ha rilasciato il nuovo ‘Brand Phishing Report’. L’analisi evidenzia quali sono stati, nel terzo trimestre dell’anno, i marchi più imitati dai criminali informatici, nel tentativo di ingannare gli utenti proprio tramite phishing. Da agosto a settembre 2021, il 29% di tutti i tentativi di attacco si è basato su Microsoft. Amazon ha rubato la seconda posizione a DHL, rappresentando il 13% dei tentativi di phishing contro l’11% del trimestre precedente.
Entrambi i marchi, per gli analisti, potrebbero vedere un balzo ulteriore nel particolare settore del cyber crimine, da qui a dicembre. «I criminali cercheranno di trarre vantaggio dallo shopping online, in vista della stagione natalizia» spiega Check Point Software. Il resto della top ten vede Bestbuy (8%), Google (6%), WhatsApp (3%), Netflix (2.6%), LinkedIn (2.5%), Paypal (2.3%), Facebook (2.2%). Una volta sottratte, spesso le informazioni degli utenti, compresi dati sensibili e di pagamento, vengono vendute in pacchetti sul dark web. Un report separato della società di informatica Bitglass ha scoperto che oggi i dati rubati si diffondono sulla rete ‘oscura’ undici volte più velocemente rispetto a sei anni fa.











