Custodisce tradizioni secolari, architettura autentica e paesaggi incontaminati. Un viaggio tra storia, natura e arte
Un piccolo gioiello che rappresenta il Comune meno popolato d’Italia, con appena 31 abitanti registrati a settembre 2025.

Questo borgo incarna una realtà unica di conservazione storica, naturale e culturale, offrendo un’esperienza di immersione in un mondo dove il tempo sembra essersi fermato.
Il Comune più piccolo d’Italia tra natura e storia
Morterone si distingue non solo per la sua popolazione esigua, ma anche per la straordinaria integrità del suo ambiente e del suo patrimonio architettonico. Situato a circa 1.070 metri sul livello del mare, il borgo si sviluppa in una conca naturale alle pendici del Monte Resegone, celebre per la sua sagoma seghettata immortalata anche da Alessandro Manzoni nei “Promessi Sposi”. L’accesso al paese avviene tramite una sola strada tortuosa che si diparte da Ballabio, un percorso panoramico che attraversa la Valsassina offrendo viste spettacolari.
La posizione geografica isolata ha contribuito alla salvaguardia del borgo, proteggendolo da interventi edilizi moderni e mantenendo intatte le sue tradizioni e la sua struttura originaria. Il nome “Morterone” ha origini antiche e incerte, probabilmente derivante dal latino mortarium (mortaio o ciotola) in riferimento alla forma concava della valle, oppure da murtus (mirto), simbolo di un legame profondo con la natura circostante.
Le radici di Morterone affondano nel Medioevo, quando il borgo nacque come alpeggio stagionale per pastori e boscaioli. La vita tradizionale, basata su pastorizia, silvicoltura e agricoltura di montagna, è ancora oggi evidente nella struttura del paese e nelle usanze degli abitanti, in gran parte anziani ma affiancati da alcune giovani coppie che hanno scelto di vivere in questo contesto unico.
Il nucleo abitativo è caratterizzato da case in pietra e legno, con tetti coperti da “piode” di ardesia, tipiche di queste montagne, che garantiscono isolamento e resistenza agli agenti atmosferici. Le abitazioni mostrano portali in pietra massiccia, balconi in legno e antichi lavatoi, elementi che raccontano le funzioni e le necessità di un tempo.

Un elemento distintivo è il Museo d’Arte Contemporanea all’Aperto, ideato dal poeta Carlo Invernizzi e arricchito nel tempo da opere di artisti internazionali. Questo museo diffuso inserisce sculture e installazioni nel paesaggio naturale, creando un dialogo suggestivo tra arte moderna e ambiente incontaminato. Passeggiare per Morterone significa così scoprire un percorso culturale che arricchisce l’esperienza del visitatore.
Al centro della vita spirituale e sociale del borgo si trova la chiesa parrocchiale della Beata Vergine Assunta, edificata probabilmente già nel XIV secolo e rimaneggiata più volte. La chiesa, con la sua facciata semplice e l’interno raccolto, conserva opere di arte sacra di rilievo locale e rappresenta il punto di riferimento per la comunità, specialmente durante la festa patronale del 15 agosto, momento di aggregazione che richiama anche ex residenti e turisti.
Morterone è una meta ideale per gli appassionati di escursionismo e natura. Il borgo è punto di partenza per numerosi sentieri, con l’itinerario più noto che conduce alla vetta del Monte Resegone, da cui si gode una spettacolare vista a 360 gradi sulle Alpi e i laghi lombardi. I percorsi più semplici si snodano tra boschi di faggio, pascoli e alpeggi, avvistando la fauna locale.
L’accesso a Morterone avviene esclusivamente tramite la strada provinciale 63 da Ballabio, un itinerario panoramico di circa 15 chilometri caratterizzato da tornanti e tratti stretti che richiedono prudenza, soprattutto in inverno quando è necessario munirsi di dotazioni adeguate.
Per l’alloggio, il borgo offre strutture a conduzione familiare come bed & breakfast e case vacanza ricavate da edifici storici, garantendo un’esperienza autentica e immersiva. La disponibilità limitata impone di prenotare con largo anticipo.











