
“Euganea Film Festival – ha sottolineato la consigliera Bedin – si conferma una delle manifestazioni italiane più significative nel dialogo tra cinema, ambiente, paesaggio e territorio. Un risultato importante, reso possibile anche grazie al lavoro del presidente di Euganea Movie Movement, Marco Trevisan, la cui esperienza è particolarmente legata a Monselice. L’iniziativa è sostenuta dai comuni coinvolti – Baone, Monselice, Montegrotto Terme, Cinto Euganeo ed Este – e dalla Provincia di Padova, a conferma di una rete territoriale che crede nel valore di questa manifestazione. Euganea Film Festival si svolge fin dalle origini nel cuore dei Colli Euganei, oggi Riserva della Biosfera Mab Unesco: un ambiente che va tutelato e che rappresenta un simbolo del rispetto dell’uomo verso l’ambiente. È un sito, un luogo, un territorio che si attaglia perfettamente al tema di questa rassegna e ai valori che il Festival porta avanti. Questa edizione propone 38 eventi tra presentazioni e proiezioni, con una particolare attenzione anche alla valorizzazione delle registe: il 53% dei registi presenti, infatti, sono donne. È il frutto di una volontà precisa da parte della Commissione e della direzione del Festival di promuovere e valorizzare il talento femminile nel mondo del cinema. Il coinvolgimento si estende inoltre ad Acquevenete, con un’attenzione particolare al tema dell’acqua, un tema quanto mai attuale. Parliamo di una risorsa la cui presenza è fondamentale per il territorio e che, proprio per questo, deve essere conosciuta, valorizzata e tutelata, anche attraverso la cultura e il cinema in particolare”.
“L’Euganea Film Festival è un evento all’aperto, diffuso – ha ricordato Marco Trevisan, presidente di Euganea Movie Movement – che non ha una sede unica e attraversa diversi luoghi dei Colli Euganei. È una caratteristica significativa perché ci permette di mettere in relazione il cinema con il territorio e di proporre un modo diverso di scoprirlo e viverlo. Da 25 anni il Festival porta sui Colli Euganei il cinema indipendente e d’autore, italiano e internazionale, con una particolare attenzione ai temi dell’ambiente, del paesaggio e del rapporto tra persone e natura. Il cinema, quindi, non è soltanto qualcosa che viene proiettato in un luogo: diventa uno strumento per conoscere il territorio, incontrare le comunità che lo abitano e affrontare, attraverso immagini e incontri, temi che riguardano il nostro presente. A questo si aggiunge un programma di attività collaterali, laboratori, incontri e percorsi esperienziali che completano l’esperienza delle proiezioni. Il Festival riesce a crescere e a mantenersi nel tempo grazie a una rete territoriale, istituzionale, economica e culturale che collabora con noi da molti anni. Questa rete non è soltanto un sostegno organizzativo o economico: è parte integrante del Festival, contribuisce a costruirne i contenuti e ci permette di mantenere un rapporto concreto con il territorio. Quest’anno, dal 28 agosto al 6 settembre, avremo la possibilità di assistere alla proiezione di 49 opere provenienti da 25 Paesi, con 18 anteprime italiane. Abbiamo visionato oltre 800 film per arrivare alla selezione di questa edizione. Il programma comprende 21 sessioni di proiezione, oltre a incontri, presentazioni editoriali, laboratori e percorsi esperienziali. Le sezioni competitive sono due: il Concorso internazionale lungometraggi e il Concorso internazionale cortometraggi. A queste si affiancano le sezioni non competitive e i progetti speciali, come Euganea Future Frames. L’inaugurazione sarà il 28 agosto a Villa Beatrice d’Este, con Krano – autore delle musiche di Le città di pianura di Francesco Sossai – che realizzerà dal vivo una nuova sonorizzazione di “Uomini di domenica”, il film del 1930 diretto da Robert Siodmak ed Edgar G. Ulmer. Tra i film che vorrei segnalare c’è Krakatoa di Carlos Casas. Grande spazio è dedicato ai cortometraggi. Il Concorso internazionale cortometraggi presenta 15 opere, suddivise in tre programmi tematici. Accanto ai concorsi ci sono poi gli eventi speciali, che sono una parte fondamentale della nostra proposta. Il 2 settembre, a Villa Draghi, dedicheremo una serata al tema dell’acqua, con Marco Paolini, Maria Roveran e Giovanni Pellegrini. Sarà un dialogo tra teatro, musica e cinema sul rapporto tra acqua, ecosistemi, memoria, comunità e territorio. A seguire sarà proiettato Anguane, le voci dell’acqua di Giovanni Pellegrini. Un altro progetto che ci sta particolarmente a cuore è Euganea Future Frames, dedicato al cinema italiano under 35. È un progetto che vuole dare spazio a giovani autori e, allo stesso tempo, utilizzare i Colli Euganei come luogo di ricerca e di produzione. All’interno del progetto c’è anche la Euganea Film Residency, che coinvolge otto filmmaker selezionati attraverso una call nazionale e li accompagna in un percorso di formazione e produzione direttamente sul territorio: il 3 settembre presenteremo il lavoro a Villa Rodella. Quello che cerchiamo di fare con l’Euganea Film Festival è proprio questo: portare il cinema fuori dai luoghi tradizionali, farlo incontrare con il paesaggio e con le persone e trasformare per dieci giorni i Colli Euganei in un grande spazio di incontro tra cinema, cultura e territorio”.
“Il mio ringraziamento è duplice – ha sottolineato il sindaco di Montegrotto Terme, Riccardo Mortandello – perché questo Festival dà l’opportunità al nostro territorio di vivere un “evento di destinazione”: non è l’evento di un singolo comune, ma della Comunità Euganea, e ci tengo molto a precisarlo, perché troppo spesso cerchiamo altrove modelli virtuosi, quando in realtà li abbiamo in casa ed è nostro compito valorizzarli e far conoscere, innanzitutto ai nostri cittadini, i luoghi che abbiamo a un passo da casa, conosciuti all’estero e inseriti in importanti circuiti turistici. C’è poi il tema della sostenibilità, e parlo da sindaco di una Città che fa dell’acqua la propria fortuna da oltre duemila anni, una peculiarità del nostro territorio, dall’acqua al suo calore, fino agli aspetti curativi e terapeutici, che possono essere raccontati anche attraverso la cinematografia. Il cinema, inoltre, può aiutarci a valorizzare la rete museale euganea, un patrimonio culturale che, con l’aiuto della Regione e della Provincia, auspichiamo di mettere sempre più in rete. Montegrotto Terme resta a disposizione, in particolare per progetti che guardano anche oltre i confini amministrativi, perché il confine che ci rappresenta tutti è quello della Comunità Euganea”.
“Intendo ringraziare l’organizzazione del Festival e il suo presidente – ha evidenziato Luigia Businarolo, assessore alla cultura di Este – perché quest’anno ha scelto di organizzare la chiusura del Festival proprio nella nostra città. Lo considero un riconoscimento per i cinque anni di collaborazione che abbiamo costruito insieme, non solo per il Festival, ma per diverse iniziative, un rapporto iniziato in un momento complesso, quello della ripartenza dopo il Covid. A Marco va il merito di aver ideato un progetto davvero trasversale, soprattutto sul piano territoriale: non sono molti i progetti culturali capaci di creare una rete tra Comuni diversi in un territorio così ampio come quello coinvolto dal Festival. Ma è trasversale anche nei linguaggi: al cinema e al documentario si intrecciano arte, storia, scienza, natura e territorio. È un’intuizione importante, soprattutto per avvicinare bambini e giovani non solo alla conoscenza del territorio, ma anche a un linguaggio, quello cinematografico, che oggi può essere sperimentato in maniera indipendente e con strumenti accessibili a tutti”.
“Anche per Baone è una grande soddisfazione ospitare questo Festival – ha ricordato l’assessore comunale alla cultura, Greta Cavallin – un evento profondamente radicato nel territorio che sa offrire, allo stesso tempo, uno sguardo internazionale, fondamentale soprattutto per avvicinare i giovani. Quest’anno inaugureremo il Festival, il 28 agosto, a Villa Beatrice, grazie alla Provincia di Padova, proprietaria di questo bene condiviso da tutti i comuni dei Colli. Voglio infine fare un plauso a Marco Trevisan perché il Festival non solo si radica nel territorio, ma crea una rete con le associazioni locali. E la sostenibilità non è uno slogan: viene tradotta in scelte concrete, come l’autonomia energetica della manifestazione”.
“Per noi questa è una prima volta – ha ricordato Luigina Rossi, responsabile comunicazione esterna ed educazione ambientale di AcqueVenete, nel portare i saluti del presidente, Piergiorgio Cortellazzo – perché di rado entriamo in queste dinamiche, ma per Acquevenete collaborare con una realtà culturale radicata nel territorio come l’Euganea Film Festival significa riconoscere che la tutela dell’acqua non è soltanto una questione tecnica, ma anche culturale”.











