
“L’inizio di questo processo – ha continuato – era previsto ad agosto e la strategia implicava l’unione con la Bielorussia. Ma le proteste hanno sconvolto il programma”. I dettagli dell’addio sarebbero ancora sconosciuti ma la scelta ormai è presa. L’operazione-successore va affrettata perché lo zar, a quanto pare, non sta bene. E questo è un altro rumor che circola ormai da anni.
Il britannico Sun ha avanzato l’ipotesi del Parkinson. Un’altra ipotesi è quella del cancro. Teorie mai comprovate, ovviamente, e forse alimentate dalle abitudini ‘curiose’ dell’ultimo Putin: quando possibile viaggi all’estero senza mai pernottare in loco, una tazza termica sempre con sé da cui bere e, infine, isolamento pressoché totale da quando è scattata la pandemia. Certo, il firewall imponente eretto per proteggere Putin – che ha 68 anni – si può facilmente spiegare: è il presidente della Russia.
Ma a sostenere in qualche modo le affermazioni di Solovei ci sono le ultime mosse dello zar, che ha presentato un disegno di legge per trasformare in senatori a vita gli ex presidenti e sostanzialmente avallato l’estensione dell’immunità totale per gli inquilini del Cremlino, che presto non potranno essere perseguiti a vita, e non solo rispetto a quanto fatto mentre erano in carica. Il Cremlino, dal canto suo, ha smentito tutto e ha definito “un’assurdità” quanto riportato dalla stampa britannica. Putin, ha detto il portavoce Dmitry Peskov, è in “perfetta salute” e non pensa “assolutamente” alle dimissioni.











