RaiPlay: la tragedia di Rigopiano nella seconda puntata di ‘Ossi di Seppia’

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ROMA – Una violenta valanga che spazza via tutto e l’impensabile diventa un inferno bianco. Dal 19 gennaio su RaiPlay la seconda puntata di “Ossi di Seppia. Il rumore della memoria”, la prima serie Tv “non fiction” che questa volta ripercorre la tragedia dell’Hotel Rigopiano. Una slavina improvvisa si abbatte sul resort. L’albergo ed i suoi ospiti vengono travolti dalla neve rimanendo intrappolati all’interno della struttura. Uno scenario apocalittico raccontato da Giampiero Parete, un cliente dell’Hotel in vacanza con la famiglia che per caso riesce a salvarsi. E’ il primo a dare l’allarme al 118 senza però essere creduto.

“Ossi di Seppia. Il rumore della memoria” racconta eventi che hanno caratterizzato gli ultimi trent’anni della storia italiana attraverso le testimonianze di chi l’ha vissuta. Nelle ventisei puntate un filo intreccia il passato al presente e si fonde nell’impensabile, in quel qualcosa che mai nessuno avrebbe immaginato potesse accadere e che invece finisce per sconvolgere completamente le nostre vite.

Un racconto seriale emozionale e immersivo rivolto alla Generazione Z e ai Millennials, un antidoto per frenare la perdita della memoria collettiva. Questo l’obiettivo principale della serie prodotta da 42° Parallelo per la piattaforma OTT del Servizio Pubblico. In ogni episodio la memoria di ieri viene recuperata, attraverso le immagini delle teche Rai e le fotografie d’archivio, e riconnessa all’oggi grazie al racconto di testimoni d’eccezione, protagonisti all’epoca dei fatti.

Tra le ventisei puntate quella sul metodo Di Bella, il primo caso mediatico che ha visto le persone schierate contro gli esperti, e la vicenda di Carlo Urbani, il primo medico ad identificare un virus sconosciuto e letale persino a lui, la Sars. Si ripercorrono inoltre la tragedia di Rigopiano, l’assassinio di Giulio Regeni e le dimissioni di Papa Benedetto XVI. E ancora la morte improvvisa del calciatore Davide Astori e quella di Dj Fabo. Non si dimenticano il disastro nucleare di Fukushima e l’incidente di Seveso, due immani tragedie ambientali che attraverso le immagini d’archivio (le tute bianche che bonificano il terreno, l’istituzione di una zona rossa e l’invito delle autorità a restare a casa) ci riportano immediatamente all’oggi e al momento che stiamo vivendo.

Tutti eventi impensabili che hanno segnato il corso della Storia e il nostro modo di guardare il mondo. Eventi che, riletti alla luce di nuovi indizi e dettagli preziosi, permettono di comprendere in modo più chiaro e consapevole anche l’attuale presente segnato dalla pandemia.