Reportage di Toni Capuozzo in “Controcorrente speciale guerra”

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controcorrente veronica gentili

Il 9 aprile dalle 21.10 su Retequattro la trasmissione di Veronica Gentili si allungherà per raccontare il conflitto tra Russia e Ucraina giunto al suo 45esimo giorno

Questa sera su Retequattro, dopo il consueto appuntamento in access prime-time con “Controcorrente”, la trasmissione condotta da Veronica Gentili si allungherà e andrà in onda, a partire dalle ore 21.10, “Controcorrente Speciale Guerra” per raccontare il conflitto tra Russia e Ucraina giunto al suo 45esimo giorno. Collegamenti in diretta dal fronte e dalle zone di frontiera con gli inviati, nuove testimonianze di chi è sopravvissuto a questo orrore saranno approfonditi con ospiti Riccardo Ricciardi, l’ex generale Marco Bertolini, Agnese Pini e Corradino Mineo.

Nel corso della serata, con ospite Toni Capuozzo, ampio spazio alla presentazione del reportage realizzato dal giornalista e intitolato “1992-2022 – Ritorno all’inferno”, che andrà in onda a seguire, in occasione dei 30 anni dall’Assedio di Sarajevo. A cura di Carlo Gorla, per la Direzione Generale Informazione Mediaset, con la regia di Roberto Burchielli, Capuozzo e il suo storico cameraman Igor Vucic ricordano il clima di quei giorni, tornando nella capitale della Bosnia-Erzegovina, in parallelo a quanto accade nella democrazia governata da Volodymyr Zelenskyj. «Armi. Dateci armi. È questo l’aiuto umanitario di cui abbiamo bisogno». Gridando così, un gruppo di donne di Sarajevo si è avvicinato all’auto blindata dell’inviato della Nazioni Unite». Sono le parole di Toni Capuozzo impegnato allora sul campo per il TG5, le stesse che oggi ripetono a gran voce gli ucraini, a partire dal loro presidente.

Gli anni del conflitto bosniaco hanno visto coinvolto professionalmente e personalmente, Capuozzo. Il giornalista portò di nascosto in Italia Kemal, neonato vittima dei bombardamenti serbi, la cui madre era morta mentre il bimbo aveva perso una gambina. A cinque anni, cresciuto nella quasi normalità grazie alla protesi adattata di mese in mese al suo sviluppo, Kemal è tornato a Sarajevo. Capuozzo oggi è ancora il suo secondo papà: tra i due sopravvive un legame fortissimo, mai spezzato dalla distanza fisica.