Rigopiano: Gelmini, “Mi stringo alle famiglie”. Salvini: “Il padre di Feniello non paghi un euro”

ROMA – “Coloro che ci hanno lasciati non sono degli assenti, sono solo degli invisibili: tengono i loro occhi pieni di gloria puntati nei nostri pieni di lacrime”. Una preghiera per le vittime di Rigopiano, mi stringo accanto alle loro famiglie, con commozione. In silenzio”. Così su Twitter Mariastella Gelmini, presidente dei deputati di Forza Italia, postando una foto dei vigili del fuoco al lavoro tra le macerie.

“Ho detto a papà Feniello di non pagare un euro. Ci manca giusto di essere multati per andare a portare i fiori al figlio. Se c’è una legge sbagliata, cambieremo questa legge”. Così Matteo Salvini, a margine della commemorazione della tragedia di Rigopiano, a proposito della condanna al pagamento di una multa da 4.550 euro inflitta ad Alessio Feniello, papà di Stefano, per aver violato i sigilli giudiziari messi per delimitare l’area dove sorgeva l’hotel crollato sotto la valanga.

“Dobbiamo fare giustizia perché è assurdo quello che è successo, anche quello che stiamo vedendo negli ultimi giorni. Noi siamo qui anche per far capire a quei signori da che parte stiamo. Da che parte sta lo Stato”, ha aggiunto Luigi Di Maio al fratello di Gabriele D’Angelo, vittima di Rigopiano.

D’Angelo ha anche mostrato al vicepremier pentastellato una corona di fiori: “L’ho fatta per le 56 richieste di aiuto di mio fratello. Sopra c’è l’orario: le 11.30 quello della sua richiesta di aiuto che nessuno ha dichiarato”.