
La fotografia è scattata dal Rapporto 2023 dell’Osservatorio Ristorazione, spin-off dell’agenzia RistoratoreTop, realizzato elaborando dati provenienti da diverse fonti, tra le quali gli istituti di ricerca Istat e Censis, le associazioni di categoria Fipe e Federalberghi, le banche dati di Infocamere e della web app per la ristorazione Plateform installata su oltre 1300 attività in Italia. Lo scorso anno il 71% dei ristoratori – è spiegato – ha dovuto compiere azioni impreviste per far fronte all’aumento delle spese di energia e materie prime, puntando, nell’82% dei casi, all’aumento dei prezzi finali al cliente.
In linea con l’anno precedente, il 76% ha perso figure professionali in cucina o in sala e, ad inizio 2023, un ristoratore su due ha ancora problemi di personale. “Il 2022 può essere visto con grande ottimismo – afferma Lorenzo Ferrari, presidente dell’Osservatorio Ristorazione – dato che a fronte dei record negativi sulle chiusure sono stati raccolti segnali più che incoraggianti per chi ha resistito negli ultimi anni. E’ stata proprio la capacità di adattarsi ai cambiamenti messi in campo da fattori su cui non si ha controllo a determinare la sopravvivenza e la prosperità delle realtà ristorative attive, in una sorta di ‘darwinismo ristorativo’ che si è affacciato in Italia nello scorso anno e che promette di proseguire la sua strada nel corso del 2023”.











