
Nei mesi dell’occupazione nazista di Roma – tra il settembre 1943 e il giugno 1944 – i locali dove ora è allestito il Museo vennero utilizzati come carcere dal servizio di sicurezza delle forze tedesche. Nell’edificio furono interrogati, detenuti e torturati circa duemila tra donne e uomini: partigiani, militari e cittadini comuni sospettati di attività antifasciste e antinaziste.











