Musica

Sijya presenta “Leather & Brass”: EP fuori il 12 settembre

L’artista sud-asiatica Sijya torna con “Leather & Brass”, EP viscerale tra synth e chitarre. In uscita il 12 settembre per One Little Independent

Artista, compositrice e produttrice sud-asiatica, Sijya crea un’immersione audace e viscerale di texture grezze ed emozioni senza filtri in ‘Leather & Brass’, l’ep in arrivo il 12 settembrecon la nuova etichetta, One Little Independent Records.

Meticolosamente realizzato attraverso una miscela di synth digitali e grinta analogica, l’ep è una testimonianza di come Sijya si sia spinta oltre i propri limiti, sia musicalmente che personalmente, tra sintetizzatori distorti che passano attraverso pedali per chitarra maltrattati, fino ai testi che indugiano nell’ambiguità. ‘Leather & Brass’ è un’esplosione di peso, densità e contrasto, nel suono e nel sentimento. A guidare l’artista nella produzione, Matthew Herbert e Hugh Jones (alias Crewdson).

A differenza del resto dell’ep, che ha subito una rigorosa rifinitura, il singolo ‘Tabla’ è emerso senza sforzo, con minime revisioni. Inizialmente non considerato da Sijya, si è rivelato alla fine il brano più significativo di ‘Leather & Brass’. A proposito dell’ep, Sijya spiega: “finire questo lavoro è stato un processo lungo e doloroso. Non solo nel senso che è doloroso creare qualsiasi cosa, perché lo è. Le idee sono entusiasmanti, ma quando l’euforia iniziale svanisce velocemente, poi si va avanti a fatica finché non arriva un’altra scintilla. Prima di questo ep mi sentivo come se stessi perdendo tempo, non pensavo che una carriera nella musica fosse possibile. Bazzicavo nel settore da tempo, realizzavo copertine di album come grafica e ‘Young Hate’ è stato il mio primo “tentativo” di fare musica. Ora, con questo secondo ep, sento di essere diventata una musicista, lo faccio con intenzione nel mio tentativo di trovare un suono. Durante la realizzazione, molti produttori (per lo più uomini) volevano partecipare al lavoro, trasformandomi di fatto in un’artista pop. Sarebbe stato molto più facile, ma non mi sembrava giusto. Mi ha dato molta fiducia il fatto che Matthew e Hugh mi abbiano sempre considerata come un produttore, suggerendomi trucchi e strumenti che mi avrebbero aiutato. Quindi, L&B è stato difficile perché ha richiesto un notevole apprendimento, molta sperimentazione, molti fallimenti ma, finalmente, sono orgogliosa di questo lavoro, che è stato possibile anche grazie a Jay, Seth e Heba, ingegneri del suono”.

Inizialmente concepita come uno skit strumentale, la traccia di apertura ‘I Only Want To Crash’si è evoluta in un testo frammentato ma evocativo, in cui la semplicità delle parole va quasi in contrasto con la distorsione creativa ed emotiva dell’intero ep. Come in gran parte del lavoro di Sijya, le parole sono presenti, ma il loro significato rimane sfuggente, sentito piuttosto che definito.

‘Rust’ segna la nuova direzione dopo l’ep del 2022, ‘Young Hate’, l’inizio di una ricerca più consapevole di identità all’interno dell’esplorazione sonora, incarnando la tensione tra raffinatezza e crudezza che caratterizza il suo nuovo materiale.

La traccia successiva, ‘Do I Know’, è stata un’innovazione spontanea: la presenza di un riff di chitarra in un brano guidato dai sintetizzatori è un altro esempio dell’inclinazione di Sijya verso le chitarre elettriche. ‘Safe’ porta con sé un’improvvisazione che non era intenzionale ma che è arrivata durante l’esecuzione.

Ogni traccia in ‘Leather & Brass’ è spinta al limite, rivisitata, abbandonata e poi resuscitata attraverso la sperimentazione. Janey Panelia, fonico di registrazione, ha aiutato Sijya a spogliare i sintetizzatori digitali della loro sterilità, conferendo loro un calore analogico ma grintoso. Il titolo dell’ep riflette la trasformazione in cui i suoni morbidi sono stati induriti e le superfici raffinate sono state rese ruvide.

Sijya incarna l’ondata di idee innovative e la musicalità distintiva che emerge dall’Asia meridionale. Con un deciso impegno verso l’originalità e concerti immersivi, l’artista di Nuova Delhi si è affermata come uno dei talenti emergenti più promettenti del panorama musicale alternativo. Il suo talento poliedrico trasferisce le astrazioni materiche del suo monologo interiore su tele musicali e visive, offrendo un’esperienza artistica a tutto tondo. Strati di synth sognanti e selvaggi e ritmi grezzi si fondono con linee vocali emozionanti, creando un mix di art-pop, downtempo e ambient. L’ep ‘Young Hate’, pubblicato nel 2022 da Accidental Records, un’istituzione nota per aver lanciato artisti con un approccio indipendente, hanno messo in mostra l’impronta creativa di Sijya come artista audiovisiva e le sei tracce hanno ricevuto un ampio consenso da importanti testate come BBC, NOWNESS, Mixmag, DJMag etc. Oltre che in Asia, Sijya si è esibita anche nel Regno Unito in spazi come la Tate Modern a Londra e il Trinity Centre di Bristol.

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Redazione L'Opinionista

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