Ucraina: Putin a Macron, “Le accuse sono speculazioni provocatorie”

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MOSCA – Le accuse alla Russia sui piani di invasione dell’Ucraina sono “speculazioni provocatorie”. Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin (foto) nella sua telefonata di ieri con l’omologo francese Emmanuel Macron, secondo il Cremlino.

Intanto Viktor Orban contro tutti meno uno: Vladimir Putin. A cinquanta giorni dal voto in Ungheria, il premier magiaro lancia la sua campagna elettorale e lo fa a modo suo: sferrando un attacco contro le opposizioni, i migranti, le comunità Lgbt, ma soprattutto contro l’Europa e la sua “jihad dello stato di diritto”. Sullo sfondo, la crisi ucraina, “una guerra che va evitata”, ha sottolineato Orban, paventando una nuova ondata migratoria di “centinaia di migliaia, persino milioni” di rifugiati. Il premier ungherese rivendica “il modello ungherese” contraddistinto da “relazioni equilibrate con la Russia” pur essendo Budapest membro dell’Ue e della Nato.

“Nessun nostro alleato venderà la pelle al posto degli ungheresi. Nato o meno, non c’è nessuno che difenderebbe il Paese per noi”, ha precisato, garantendo che in caso di guerra Budapest ha “uno scenario e un piano d’azione adeguati”. E mentre strizza l’occhio a Putin, che assicura “buoni contratti di fornitura di gas”, il premier torna ad attaccare Bruxelles a pochi giorni dalla sentenza della Corte di giustizia dell’Ue sui ricorsi di Ungheria e Polonia contro il regolamento sul meccanismo di condizionalità che lega l’erogazione dei fondi europei al rispetto dello stato di diritto.

“Stanno combattendo una jihad dello stato di diritto”, uno strumento, è stato l’affondo di Orban, “per renderci simili a loro”. Il meccanismo di condizionalità non è che una delle linee di scontro tra Budapest e Bruxelles. Tra queste, la controversa legge sul divieto di ‘promozione dell’omosessualità’ tra i minori che sarà sottoposta a referendum nello stesso giorno in cui si terranno le elezioni: “Non ci arrenderemo qui – ha promesso Orban – La madre è una donna, il padre è un uomo: lasciate in pace i nostri figli”.