Un asteroide dedicato a Liliana Segre: è il numero 75190, lo stesso che le avevano tatuato ad Auschwitz

46

ROMA – Un asteroide in orbita tra Marte e Giove è stato intitolato alla senatrice a vita, Liliana Segre, sopravvissuta alla deportazione ad Auschwitz-Birkenau. È l’asteroide 75190, lo stesso numero che i nazisti avevano tatuarono sull’avanbraccio della sopravvissuta nel campo di sterminio all’età di 13 anni. Lo ha deciso l’Unione Astronomica Internazionale (Iau), accogliendo una richiesta avanzata dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) di Trieste.

Il nome dell’asteroide, 75190 Segreliliana, è stata annunciato in occasione del Giorno della memoria, in apertura del convegno ‘Convivere con Auschwitz, edizione 2021’, organizzato dall’Università di Trieste in collaborazione con il Memoriale della Conferenza di Wannsee e l’Istituto italiano di cultura di Berlino. Il certificato che attesta la nuova denominazione dell’asteroide 75190 (fonte: IAU).

Nata il 10 settembre 1930, Liliana Segre è stata nominata senatrice a vita dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella il 19 gennaio 2018 per i suoi altissimi meriti nel campo sociale. Venne catturata a Milano con la sua famiglia e deportata in Polonia il 30 gennaio 1944 dal binario 21 della stazione di Milano Centrale, per poi essere liberata l’1 maggio 1945, tra i pochi bambini sopravvissuti allo sterminio.

“Che il mio nome e il numero a cui ciascuno di noi era ridotto ad Auschwitz, traslato in un corpo celeste, possa valere da memento e monito ‘che questo è stato’ e potrebbe accadere di nuovo senza informazione, conoscenza, coscienza e responsabilità”, è il messaggio rivolto dalla senatrice Segre in una lettera agli organizzatori del convegno.

Nella sua autobiografia ‘Fino a quando la mia stella brillerà’, scritta con Daniela Palumbo nel 2015, Liliana Segre ricorda che “alla fine della giornata, il mio mondo di fantasia, al quale mi aggrappavo per ‘fuggire’ dal campo, era diventato una piccola stella che vedevo nel cielo. Ogni giorno quando arrivava il buio la cercavo, le parlavo. Ero felice di ritrovarla, significava che un altro giorno era passato”, scrive.

L’asteroide scelto, scoperto alla fine degli anni Novanta, è un corpo minore della cosiddetta Fascia principale degli asteroidi, tra Marte e Giove. Ha un diametro di 1.498 metri e un periodo di rivoluzione di 3,74 anni. “Un asteroide è un corpo celeste che riflette la luce del Sole: è quindi un riconoscimento molto appropriato – conclude Ewine van Dishoeck, presidente della Iau – per chi con la propria commovente testimonianza è riuscita a riflettere la luce di tutti gli innocenti spenti dalla follia umana”.