Un concerto di campane

Sudzal anello d'oro

Dopo venticinque anni di viaggi in Russia, proprio qui a Suzdal, una delle meravigliose cittadine dell’anello d’oro attorno a Mosca, ho scoperto che la tristezza russa si taglia col coltello. É come una macchia umida che sta nella memoria di questo popolo che vive in mezzo a spazi immensi dove monasteri favolosi possono renderti spettatore e stupirti per la bellezza la quale spesso ti incanta ma non ti tiene compagnia.

La tenerezza della vita

L’altra mattina mi stavo anch’io caricando di malinconia. Neanche il paesaggio meraviglioso con le punte dorate di quattro monasteri ancora assonnati riusciva a coprire la tristezza che pareva chiamata dai suoni di campane festose. Era l’alba. Camminavo sull’erba umida di un prato fuori dalla vecchia casa-albergo che ci ospitava. Una mucca esce da un portone e mi passa accanto. Vedo sotto le vecchie mura medioevali la piccola conca sulla sponda del fiume dove Tarkovskij girò la stupenda scena della campana nel suo film sul grande pittore monaco Andrei Rublev.

Mi ha consolato una vecchia finestra di legno grigio malamente coperto da scaglie di colore biancastro che si stavano staccando. Oltre il vetro, un piccolo vaso di fiori che aveva alle spalle un tendaggio di vecchi pizzi rattoppati come fosse un dono di colori a chi passa per la strada e comunicare che all’interno della casa c’è gente che apprezza la tenerezza della vita e la nasconde ai propri occhi per regalarla agli altri.

Più tardi sono andato nel grande convento dove hanno vissuto alcuni anni i prigionieri italiani. D’improvviso l’aria si è riempita di rintocchi di campane. Mi unisco a un gruppo di turisti per seguire il concerto di Iura Iurevic, il più grande campanaro di tutta la Russia.

Era lassù imprigionato in una ragnatela di corde affidate alle sue mani saltellanti e agitate. Quando il rumore dei bronzi si è sciolto definitivamente nell’aria, questo artista è sceso e ho potuto scambiare alcune parole con lui. Mi ha detto che le campane scacciano i microbi e purificano l’aria che respiriamo. Suzdal è senza dubbio un luogo che vi può incantare.

Accanto alle zarine ripudiate

É più vecchia di Mosca e tutti i suoi monasteri fanno il profilo di questa terra leggermente ondulata. Se volete fare un Natale coi fiocchi prendete un aereo per Mosca magari a Bologna, poi col treno cercate di arrivare a Suzdal. Prenotate una isba all’interno del convento Pakrovski, dove in alcune stanze della cattedrale ci sono le tombe delle mogli ripudiate da diversi zar.