
Si stima che 11 milioni di persone siano state costrette, con la forza, ad abbandonare le loro case nel 2020, come conseguenza di persecuzioni, conflitti, violenze e violazioni dei diritti umani. Un numero record di 82,4 milioni di persone, sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni, di cui 26,4 milioni sono rifugiati (il 42% è costituito da minori di età inferiore a 18 anni). L’UE accoglie solo lo 0,6% dei rifugiati su scala mondiale (Dati del rapporto annuale Global Trends dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati). A gennaio 2019, il 4,7% della popolazione complessiva dell’UE, 20,9 milioni di persone, erano cittadini extracomunitari. Come si evince dalle eloquenti parole riportate nella pagina web della Commissione Europea: “Senza il fenomeno della migrazione, la popolazione europea si sarebbe ridotta di mezzo milione”.
Le rappresentazioni mediatiche plasmano la nostra comprensione della realtà sociale e influenzano la nostra percezione di noi stessi, degli altri e del Paese in cui viviamo. Gli studi esistenti evidenziano che i media ritraggono sovente i rifugiati e i migranti in una veste negativa, sia come minacce sociali, economiche o culturali per le società che li ospitano, sia come vittime senza voce e indifese in stato di indigenza. Di sovente vengono semplificati eccessivamente i complessi fenomeni correlati ai flussi migratori e trascurato il punto di vista dei migranti e dei rifugiati.
Gli attori del progetto “Speak Up! – Media for Inclusion” – nato in risposta all’attuale situazione migratoria, con l’intento di sviluppare, disseminare e rafforzare buone pratiche di educazione ai media e di alfabetizzazione informativa, attraverso la realizzazione di workshop di produzione video e la partecipazione a festival cinematografici per giovani migranti, nei Paesi aderenti al progetto – hanno stilato un manifesto a buon uso di giornalisti e comunicatori, che verrà presentato venerdì 29 ottobre, contenente importanti raccomandazioni volte ad evitare il prevalere di stereotipi negativi, stigmatizzazione, discriminazione, islamofobia, xenofobia e incitamento all’odio.
Il manifesto stilato ha l’obiettivo di dare voce ai migranti, ai rifugiati ed alle esperienze che si stanno portando avanti nei Paesi coinvolti nel progetto affinché i media siano in grado di elaborare contro-narrazioni per contrastare gli stereotipi e la discriminazione e dare rappresentazioni più pertinenti di cosa è la migrazione.
Durante l’incontro di confronto di venerdì 29 ottobre, verranno inoltre proiettati i video realizzati insieme a giovani migranti e rifugiati, durante gli workshop di progetto che si sono svolti in Italia, Francia, Olanda, Ungheria e Grecia, con l’obiettivo di migliorare le loro competenze di Media e Information Literacy, accelerandone il processo di inclusione sociale nei paesi ospitanti.
Questo il programma dell’incontro di venerdì 29 ottobre 2021:
Ore 17:30 Saluti di Benvenuto ed Introduzione al Progetto SPEAK UP! – Media for Inclusion
Sylvia Liuti – FORMA.Azione
Ore 17:50 Percorsi formativi di produzione video e radio per una nuova
narrazione di migranti e rifugiati/e
Laura Truffarelli – Associazione di Promozione Sociale TRUST US
Ore 18:00 SPEAK UP! Media Festival
Video e podcast dal progetto: giovani migranti protagonisti/e della media education
Ore 18:45 Manifesto per i giornalisti e nuove pratiche per favorire l’inclusione di giovani migranti e rifugiati/e attraverso produzioni audio-video
Ne parliamo con il Panel di esperti/e del progetto SPEAK UP!
Coordina Sylvia Liuti
Clara Archibugi – ARCI
Enrico Cenci – Le Fucine
Antonio Di Caprio – Associazione L’Officina
Annarita Pitruzzella – ARCI
Daniele Suraci – Free Lance Video Making
Veronica Zucalli – No Hate Speech Movement
Ore 19:15 Conclusioni a cura del Sindaco di Montone Mirco Rinaldi










