Una Bologna da scoprire fuori dai tradizionali percorsi turistici

Bologna vista aerea

Viaggio di un giorno nel capoluogo dell’Emilia Romagna, per visitare due chicche al di fuori dei classici itinerari turistici

BOLOGNA – Bologna è una città bella, particolare, affascinante con i suoi portici dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, con le sue porte cittadine alcune delle quali ancora intatte, con le torri e le maestose chiese che sono punti attrattivi per i turisti di tutto il mondo. Talmente bella da perdersi nelle sue vie al riparo da pioggia e vento e nella maestosa piazza Maggiore dove lo sguardo non può che vagare ammirando l’architettura imponente dei palazzi che vi si affacciano. Eppure esistono dei luoghi nascosti dalla folla, appena dietro l’angolo dalla frequentata e rumorosa via Farini, e altri invece leggermente più distanti pur divenendo un ritrovo fondamentale per l’arte e la cultura della città. Il primo tesoro si nasconde tra le silenziose vie strette e senza automobili del ghetto ebraico, un luogo nel luogo, un posto sospeso nel tempo che profuma di tradizione, di ricordi, di simboli, attentamente conservati e custoditi nel Museo Ebraico.

Museo Ebraico esterni
1 Museo Ebraico esterni
Interni Museo Ebraico
2 Interni Museo Ebraico

Al suo interno è possibile scoprire l’affascinante storia degli ebrei bolognesi che hanno lasciato un segno importantissimo nella vita cittadina, attraverso un percorso che si sviluppa in tre aree: la prima racconta la storia di un popolo forte e resiliente dalle origini ad oggi e comprende il Memoriale, in cui sono citati i nomi di tutti gli ebrei deportati dall’Emilia-Romagna; la seconda sezione, è dedicata alla storia dell’insediamento di Bologna; la terza, approfondisce e documenta le vicende storiche delle comunità dislocate in tutto del territorio regionale. Fino al 6 gennaio 2020 il Museo ospita una mostra affascinante e imperdibile dedicata ai tesori e ai reperti rinvenuti in uno dei più ampi cimiteri ebraici medievali del mondo, scoperto per una pura casualità alcuni anni fa in via Orfeo, poco lontano dalle mura trecentesche.

Cimitero in corso di scavo
3 Cimitero in corso di scavo

Dopo anni di studi e restauri le preziose testimonianze sono finalmente visibili in un’esposizione nella quale si raccontano storie, retroscena e curiosità sulla vita e la storia della comunità ebraica cittadina nei secoli del suo massimo splendore e quelli che li hanno seguiti dopo l’esercizio di controllo della Chiesa, che di fatto creò i ghetti. Le immagini degli scavi, le riproduzioni di alcune tombe e gli oggetti contenuti al loro interno, testimonianza di quanto la comunità ebraica fosse in stretto contatto con la parte cristiana della città e con le altre comunità minori professanti diverse fedi religiose; il fatto che all’interno delle sepolture fossero sepolti oggetti di valore come anelli, orecchini e bracciali – la Torah, il loro testo sacro, non prevede alcun ornamento od oggetto nella sepoltura dei defunti -, documenta quanto la contaminazione tra le differenti culture sia stata forte e incisiva.

I numerosi anelli rinvenuti nelle sepolture
4 I numerosi anelli rinvenuti nelle sepolture

La mostra si trasforma quindi in un avvincente racconto sulla vita e le interrelazioni del popolo ebraico abitante Bologna nella metà del Cinquecento, esposizione di tutti i preziosi di incredibilmente fine manifattura rinvenuti all’interno delle sepolture, e anche descrizione del modo di vedere e affrontare la dipartita secondo le tradizioni di una religione che ha subìto tanto, troppo, nel passato più remoto e anche in quello più recente.

Non lontano dal ghetto ebraico, appena dietro l’angolo della storica Porta Lame, si trova un importante polo culturale che è divenuto nel corso del tempo un riferimento per i numerosi studenti universitari che vivono e frequentano la città ma anche un’attrattiva per tutto quel turismo, italiano e straniero, fortemente orientato a conoscere e scoprire l’arte moderna e contemporanea e le nuove tendenze creative, il MAMbo.

mambo facciata

La struttura è enorme ed è sostanzialmente divisa in quattro parti: la biblioteca, il Museo Morandi, la Collezione permanente e l’area espositiva dedicata a mostre temporanee di artisti da tutto il mondo. Ciò su cui vorrei porre l’attenzione è la Collezione permanente il cui percorso espositivo si sviluppa attraverso otto aree tematiche che documentano alcuni tra i momenti più fondamentali delle avanguardie del Novecento e il legame che spesso hanno avuto con i cambiamenti epocali di quel tempo, fino ad arrivare alle tendenze attuali.

I funerali di Togliatti-Guttuso (a ds.)
5 I funerali di Togliatti-Guttuso (a ds.)

Celeberrime opere di Renato Guttuso, tra cui I funerali di Togliatti, e di Roberto Sebastian Matta, con il suo Morire per amore, sono indissolubilmente legate all’ideologia politica, civile e sociale che aveva caratterizzato gli inizi degli anni Settanta nella fervente città di Bologna.

Superficie bianca - Enrico Castellani
6 Superficie bianca – Enrico Castellani

E poi ancora le acquisizioni di opere delle avanguardie del ventennio tra i Sessanta e gli Ottanta, Gianni Colombo, Enrico Castellani,  Bridget Riley, Giovanni Korompay, Grazia Varisco, Getulio Alviani, Dadamaino, Gruppo T e Gruppo N. Esponenti dell’Arte Cinetica e Programmata, di Spazialismo, Concretismo, Costruttivismo, Dadaismo, Arte Povera, Informale, movimenti che hanno cambiato il corso della storia dell’arte, che hanno costituito quel punto di rottura con il Classicismo liberando l’arte dalla figurazione e spingendo gli artisti a cercare nuovi linguaggi. L’ultima sezione del percorso presenta opere acquisite dal MamBo in occasione di mostre collettive, committenze, acquisizioni, donazioni e comodati, inserendosi in un importante percorso di ampliamento, valorizzazione e tutela della collezione, uno sguardo sul panorama più attuale e giovane.

Dopo una giornata il luogo ideale per riposarsi e concedersi un pernottamento rigenerante è Palazzo Azzarita gestito da Holiplanet – organizzazione internazionale che punta all’incontro tra domanda e offerta nel settore immobiliare -, un alloggio in cui ci si può sentire davvero a casa, a un passo dal centro ma senza il rumore della movida della vicina via Marconi. La struttura si trova in una via silenziosa e tranquilla ed è concepito secondo la filosofia di Holiplanet, quella cioè di affittare a breve termine veri e propri appartamenti con il vantaggio però di una gestione professionale, un’organizzazione impeccabile e la comodità, non trascurabile, di avere camere insonorizzate per garantire la privacy degli affittuari, bagno privato e l’atmosfera di casa propria con una cucina a disposizione per organizzarsi autonomamente per la colazione.

Palazzo Azzarita-soggiorno
7 Palazzo Azzarita-soggiorno
Palazzo Azzarita camere
8 Palazzo Azzarita camere

Le camere, arredate in stile Arte Povera, sono dotate di ogni comfort ci si possa aspettare da una struttura di ottimo livello e la parte comune, costituita da un soggiorno con cucina a vista è in toni tenui e rilassanti. Palazzo Azzarita è la soluzione perfetta per una sosta a Bologna, a pochi minuti dalla stazione eppure già in pieno centro città.

MUSEO EBRAICO
Via Valdonica 1/5

CONTATTI
Email: info@museoebraicobo.it
Sito web: www.museoebraicobo.it
Tel. 051-2911280
051-6569003

MAMBO
Via Don Giovanni Minzoni 14

CONTATTI
Email: info@mambo-bologna.org
Sito web: www.mambo-bologna.org
Tel. 051-6496611

PALAZZO AZZARITA
Via Padre Francesco Maria Grimaldi 8

CONTATTI
Sito web per prenotare: http://palazzo-azzarita-by-holiplanet.bolognaitalyhotels.com/it/
Tel. 392-4867778