
In esposizione 27 opere – di cui 4 inedite – tra cimeli, reperti, diorami, installazioni interattive e testimonianze che compongono la mostra e guidano la scoperta alle “vecchie abitudini del passato”. Entrare nel MUPA significa immergersi in un viaggio spazio-temporale che conduce nel 2148 (anno in cui, secondo l’ultimo Global Gender Gap Report, sarà raggiunta l’uguaglianza di genere), in un futuro desiderabile dove il patriarcato è stato abbandonato da tutte e tutti. Un museo del futuro che mostra frammenti della nostra attuale vita quotidiana e sociale rivelandone l’assurdità, l’ingiustizia, la violenza nascosta.
Dal lavoro ai media, allo spazio digitale, dallo sport alla dimensione domestica e relazionale. Il MUPA sarà aperto dal 7 al 21 marzo, con l’unica eccezione di lunedì 9 marzo, giornata di chiusura per sostenere la partecipazione collettiva allo sciopero nazionale di Non Una di Meno. Oltre all’esposizione, il programma propone talk, workshop, laboratori, lezioni e performance, un’area Kids con eventi dedicati, tutto in collaborazione con centri antiviolenza, reti e realtà femministe.







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