
ROMA – Da lunedì 25 a venerdì 29 maggio su Rai Radio 3, alle ore 17 circa, andrà in onda in cinque puntate “Sotto il bosco di latte”, opera con voci liberamente ispirata al testo di Dylan Thomas Under Milk Wood, prodotta da La Cupa e da Rai Radio3 e realizzata da Vinicio Capossela a partire da un’idea di Renato Striglia.
Presentato in anteprima il 13 maggio nella serata di vigilia del Salone Internazionale del Libro di Torino organizzata da Rai Radio3 all’Auditorium Rai Arturo Toscanini, il radio-racconto si potrà ascoltare per intero il 3 giugno alle 20.30 all’interno del programma Radio 3 Suite e poi sarà disponibile per due mesi su Rai Play Sound. Frutto di un lavoro lungo, intenso e partecipativo, ha coinvolto una polifonia di 56 voci, raccolte tra amici della comunità torinese di Striglia e artisti e compagni di viaggio del cantautore.
L’eterno giorno di primavera del villaggio immaginario di Llareggub, inventato dal poeta gallese, prende vita nel suono delle voci che nell’insieme costituiscono una comunità, un mondo, un Eden. Una voce narrante veglia e descrive il villaggio. Per dare maggiore ritmo alla narrazione, l’autore l’aveva pensata doppia, quasi come una coppia formata da angelo e diavolo custode, che vegliano, conoscono e narrano tutta la comunità a partire da quello che sogna, interpretati, secondo il desiderio di Renato Striglia, da Vinicio Capossela e Paolo Rossi.
Al fianco dei due narratori principali, si muove un cast straordinario, formato tra gli altri dall’indimenticabile Ornella Vanoni e da Alessandro Bergonzoni, Enzo Bianchi, Stefano Bollani, Ermanno Cavazzoni, Geppi Cucciari, Mauro Ermanno Giovanardi, Marisa Laurito, Luciana Littizzetto, Ermanna Montanari, Nada, Roy Paci, Daniela Pes, Patty Pravo, Johnson Righeira e Sir Oliver Skardy.
Le loro voci sono espressione di vivente umanità: il reverendo, la merciaia, il ciabattino, la maestra elementare, il capitano a riposo, e molti altri. La storia – senza alcuna trama che non sia lo svolgersi della vita stessa – si dipana nell’arco di ventiquattro ore di un giorno di primavera, come abitando il tempo fuori dal tempo del “c’era una volta” di ogni favola.
Oltre ai suoni della natura e a quelli concreti, ci sono dei frammenti strumentali realizzati a partire dai compositori citati nel testo (Bach, Palestrina, Händel) e le canzoni. L’opera si completa infatti con quattro canzoni tratte dal testo (Canzone di Polly, Ricordati di Rosie, Lilly allo specchio e Spazza il mio camino) e due filastrocche (Bacia Gianna e Il secchio del latte), tutte composte da Vinicio Capossela e arrangiate da Raffaele Tiseo.
Oltre a questi brani, ci sono degli estratti, evocati nel tema, di altre canzoni di prossima pubblicazione. I brani sono interpretati, oltre che da Capossela, da Nada e da Irene Sciacovelli; ospite d’eccezione, il grande artista argentino Melingo; sono presenti nella colonna sonora due suoi temi e la rivisitazione in spagnolo di Ricordati di Rosie, accompagnati dal bandoneon di Luciano Tobaldi.
Alberto De Grandis ha seguito tutta la fase della registrazione, della sonorizzazione e del montaggio con Capossela, e Alessandro “Asso” Stefana ha realizzato il missaggio finale. “Questo bosco di latte è diventato un bosco sonoro, abitato non solo dalle voci, ma dalle musiche, dai rumori, dai canti e dalle preghiere. Sotto il bosco di latte nasce come lavoro che ha come protagonista il suono delle parole, e il nostro intento è stato dare musica, melodie e suono non solo alle voci, ma anche ai caratteri”, racconta Capossela.











