“Amore Guerra” da domani online l’album di FBZ (Fabrizio Tundo)

Fbz - COP Amore Guerra“la forma e il sentimento della società in cui viviamo sono la conseguenza delle azioni di noi singoli nel nostro quotidiano”

Amore-odio, pace-guerra. Probabilmente sarebbe stato più chiaro il contenuto del terzo disco di FBZ se espresso per esteso. Contraendo i due ossimori nasce il titolo dell’album che contiene 10 tracce delle quali la metà sono canzoni d’amore e la restante parte contengono riflessioni sul sentimento opposto, dove spesso lo scenario di fondo è la guerra.

Quello che succede tra due persone è amore-odio ma esteso in grande scala, per gruppi di persone, è pace-guerra. La riflessione che l’intero disco vuole stimolare è esattamente quella recitata nell’ultima strofa di Follia: “..metto un fiore nella canna del fucile” – frase che evoca una scena già presente nell’immaginario collettivo – ovvero che la forma e il sentimento della società in cui viviamo sono la conseguenza delle azioni di noi singoli nel nostro quotidiano.

Cinque sono i brani che raccontano di conflitti di cui due hanno uno sfondo militare: Follia e Schizofrenia. La prima è un quadro vintage sugli anni sessanta, sul Vietnam e sul rifiuto di massa della guerra; la seconda dipinge in modo ironico e grottesco il lavoro propagandistico che ipnotizzò la maggioranza del popolo italiano che nel “ventennio” aveva riposto ogni speranza in un individuo furbo e meschino arrivando a gioire e inneggiarlo durante la famigerata dichiarazione di guerra nel maggio del 1940 in piazza Venezia. Scacco matto è un brano completamente acustico che dà vita e carattere ai personaggi degli scacchi dove il protagonista è un semplice pedone che riesce a dare scacco matto al nemico dopo aver mangiato la torre e la regina, una sorta di Davide contro Golia, mito della rivalsa del debole sul potente. Tra le canzoni d’amore ci sono Maggio, Veleno blu e Cielo. Maggio è uno struggente piano sequenza dove il protagonista assiste impotente alla perdita improvvisa della sua amata sotto lo sguardo del cielo e del sole, eterni imperturbabili testimoni che danno vita al bellissimo tramonto descritto nel ritornello. Veleno blu ritrae un uomo nell’atto di togliersi la vita per raggiungere la sua amata e che le riflessioni dell’ultimo istante strappano alla malsana idea.

Tra i brani di apertura, oltre alla celeberrima lirica di S’i’ fosse foco di Cecco Angiolieri, musicata da Fbz in questo lavoro, c’è Leopardi e la luna, ballata accompagnata da pianoforte, in cui il musicista immagina il giovane poeta del Romanticismo sull’ “ermo colle” mentre si confida con la luna raccontandole i suoi problemi esistenziali. Nella semplice e irriverente Giuda, canzone appartenete a quelle conflittuali, Pietro non si rende conto di aver tradito Gesù poichè il gallo non canterà a causa di una freccia che lo ucciderà prima del previsto. Come dire: anche un profeta può sbagliare. Infine Cielo, che precede l’anomala ma chiara parabola della traccia conclusiva Odio il purè, è un brano semplice e luminoso che ricorda a chiunque in due brevi frasi che tutto ciò che noi siamo e facciamo trova origine nei nostri genitori senza i quali l’esperienza della vita non sarebbe avvenuta.