Maneskin, Torna a casa: video, testo e significato

Maneskin torna a casa

L’ultimo singolo dei Maneskin anticipa l’uscita dell’album e conquista il disco d’oro in due settimane. Una ballata intensa che parla di separazione

Si intitola “Torna a casa”, è il nuovo singolo dei Maneskin, anticipa l’uscita dell’album di inediti prevista per il prossimo 26 ottobre e in pochissimo tempo ha ottenuto milioni di visualizzazioni su Youtube.

Non si tratta della solita e a volte scontata storia d’amore. Il brano racconta lo sfogo di un uomo per la separazione non dalla sua donna in sè, ma da colei che è la sua musa ispiratrice. Il finale è lieto perchè quest’ultima ascolterà la sua preghiera e ritornerà da lui. Protagonista del pezzo è Marlena, figura già presente nel precedente “Morirò da re”, che la band rivelazione della scorsa edizione di X-Factor descrive come “la Venere del gruppo, la personificazione della nostra libertà, creatività, vita”.

Quello che i Maneskin ci vogliono dire con la loro ballata intensa è che se non si seguono le proprie inclinazioni, la propria indole e quella che si pensa possa essere la propria strada, se si fa andare via Marlena e si opta per la tranquillità e per la zona di comfort, si rischia di vivere una vita imperfetta, avvolti da un freddo interiore, con la “paura di sparire”, di essere un nessuno. Ma se non si da ascolto a chi ci vuole portare a dubitare del nostro talento e di chi si è veramente (“Non ha ascoltato quei bastardi e il loro maledire”) e si fa in modo che Marlene sia di nuovo a casa con noi, si puo finire solo per rinascere ed essere pienamente se stessi.

A corredo del testo c’è un video girato a Villa Arconati, suggestiva dimora settecentesca situata nel Parco delle Groane a Bollate, in provincia di Milano dove i Maneskin suonano accompagnati da due danzatrici. A fare da sfondo allo sfogo dell’uomo per la sofferenza causatagli dalla separazione c’è un’atmosfera malinconica, in cui una ballerina si muove con l’aiuto di stampelle mentre l’altra ne tira le fila come una burattinaia. Entrambe sono lente, sofferenti, incerte sui loro passi. Ma non appena Marlena “torna a casa” tutto si trasforma, si libera da ogni imprigionamento fisico e mentale (“da queste catene splendenti, lucide”): niente più presidi mentre i movimenti diventano sicuri, fieri, decisi. É liberazione a trecentosessanta gradi.

Il testo di “Torna a casa”

Cammino per la mia città
Ed il vento soffia forte
Mi son lasciato tutto indietro e il sole all’orizzonte
Vedo le case, da lontano, hanno chiuso le porte
Ma per fortuna ho la sua mano e le sue guance rosse
Lei mi ha raccolto da per terra coperto di spine
Coi morsi di mille serpenti fermo per le spire
Non ha ascoltato quei bastardi e il loro maledire
Con uno sguardo mi ha convinto a prendere e partire
Che questo è un viaggio che nessuno prima d’ora ha fatto
Alice, le sue meraviglie e il Cappellaio Matto
Cammineremo per ‘sta strada e non sarò mai stanco
Fino a che il tempo porterà sui tuoi capelli il bianco
Che mi è rimasto un foglio in mano e mezza sigaretta
Restiamo un po’ di tempo ancora, tanto non c’è fretta
Che c’ho una frase scritta in testa ma non l’ho mai detta
Perché la vita, senza te, non può essere perfetta
Quindi Marlena torna a casa, che il freddo qua si fa sentire
Quindi Marlena torna a casa, che non voglio più aspettare
Quindi Marlena torna a casa, che il freddo qua si fa sentire
Quindi Marlena torna a casa, che ho paura di sparire
E il cielo piano piano qua diventa trasparente
Il sole illumina le debolezze della gente
Una lacrima salata bagna la mia guancia mentre
Lei con la mano mi accarezza in viso dolcemente
Col sangue sulle mani scalerò tutte le vette
Voglio arrivare dove l’occhio umano si interrompe
Per imparare a perdonare tutte le mie colpe
Perché anche gli angeli, a volte, han paura della morte
Che mi è rimasto un foglio in mano e mezza sigaretta
Corriamo via da chi c’ha troppa sete di vendetta
Da questa Terra ferma perché ormai la sento stretta
Ieri ero quiete perché oggi sarò la tempesta
Quindi Marlena torna a casa, che il freddo qua si fa sentire
Quindi Marlena torna a casa, che non voglio più aspettare
Quindi Marlena torna a casa, che il freddo qua si fa sentire
Quindi Marlena torna a casa, che ho paura di sparire
Prima di te ero solo un pazzo, ora lascia che ti racconti
Avevo una giacca sgualcita e portavo tagli sui polsi
Oggi mi sento benedetto e non trovo niente da aggiungere
Questa città si affaccerà quando ci vedrà giungere
Ero in bilico tra l’essere vittima, essere giudice
Era un brivido che porta la luce dentro le tenebre
E ti libera da queste catene splendenti, lucide
Ed il dubbio o no, se fossero morti oppure rinascite
Quindi Marlena torna a casa, che il freddo qua si fa sentire
Quindi Marlena torna a casa, che non voglio più aspettare
Quindi Marlena torna a casa, che il freddo qua si fa sentire
Quindi Marlena torna a casa, che non voglio più sparire
Quindi Marlena torna a casa che il freddo qua si fa sentire
Quindi Marlena torna a casa che ho paura di sparire