“Sacrifice” pone i cuori in primo piano e coccola compiacendoci

Sacrifice Elton John

“Sacrifice” è uno dei brani più famosi di Elton John composto insieme a Bernei Taupin che ne ha scritto il testo. Ad oggi, oltre 220 milioni di visualizzazioni

Sacrifice” è uno dei brani più famosi di Elton John composto insieme a Bernei Taupin che ne ha scritto il testo. Pubblicato nel 1989, fa parte dell’album del 1989 “Sleeping with the Past” e conosce l’esplosione in seconda battuta nel 1990 grazie al dj britannico Steve Wright che iniziò a trasmettere la canzone e, seguito presto da altri dj, decretò il successo del singolo. Svettò in cima alle classifiche inglesi e francesi e ancora oggi perdura nel gradimento con la sua melodia malinconica ed avvolgente di immediato impatto romantico.

“Sacrifice” ha raggiunto infatti le oltre 220 milioni di visualizzazioni in rifermento al videoclip che l’ha accompagnato e che ha ottenuto la Certificazione Vevo. Il testo parla della fine di un matrimonio probabilmente in riferimento alla situazione personale di crisi coniugale che Bernie stava vivendo all’epoca.

É chiaro il video, la lacerazione di un amore che ha portato ad un matrimonio e alla nascita di una figlia che l’uomo crescerà senza moglie e mamma. Scene di un languore che si assottigliano e vengono portate via dal mare che accarezza la riva e cancella ma non lava il dolore dall’anima ferita e venata dalla fine di una promessa sacra.

Un sigillo che si spoglia della sua investitura non perché possa avvenire ma per quella ingannevole sensazione di dolce tentazione che compare tra le prime strofe del testo:

“It’s a human sign

When things go wrong

When the scent of her lingers

And temptation’s strong

Into the boundary

Of each married man

Sweet deceit comes calling

And negativity lands”

“É un segno umano quando le cose vanno male, quando il profumo di lei fatica a svanire e la tentazione è forte. Dentro i limiti di ogni uomo sposato, si può chiamare dolce inganno quello che arriva e terreni di negatività”. Sono terreni aridi con un cuore freddo, “Cold cold heart Hard done by you” canta Elton John in cui la bellezza di una coppia unita da una forza di rispetto, tenerezza, passione e gioia si spezza e si gretola per mancanze terrene.

Il sacrificio che intona più volte, citandolo in ritornello ha parvenza di frantumi e cocci che tagliano e tracciano una riga netta tra il prima e il dopo.

Il matrimonio che celebra l’amore e persino porta alla nascita di una nuova vita viene meno e seppur il testo dice “it’s no sacrifice”, la pesantezza gelida del dolore è avvertibile dal suono, dal tono, dal corpo tutto della canzone che non sprigiona e dona felicità ma tristezza, vuoto e assenza. Il sacramento matrimoniale infatti che viene stretto porta ad un vincolo che riversa dentro di sé entusiasmo, respiro di beatitudine tra gli innamorati che si congedano dalla individualità per diventare in due un solo nucleo e nel suo mozzarsi non può che deprimere l’essere e portare a delle conseguenze non gratificanti, non esaltanti e di sofferenza.

Quell’opacizzarsi in volto che si legge nel viso di lui, quel soffrire silenzioso, quello stringere la bambina accudendola solo è segno di quella”Mutual misunderstanding” /reciproca incomprensione che svela l’uomo in posizione fallace e lo priva di una gioia verso cui si era indirizzato.

Non deterge il cuore guardare oltre, né camminare sul molo come fa lui che rabbuia nello sguardo ma come traspare dagli attimi e dai fatti che scorrono nel videoclip, così ad ogni ascoltatore non può passare inosservata la sensazione di rincorsa ad un amore che viene a perdersi.

La canzone ci proietta in un balenio di emozioni che congiungono a voler recuperare e non trascurare il bello che serbiamo e potremmo disfare e come cullandoci ci dona un balsamo che ammorbidisce la ferita aperta. É un lento dondolare che ci piace, ci rende partecipi di una sofferenza di cui nessuno può sentirsi escluso perché propriamente umana e recidiva per orgoglio, tentazioni, deviazioni, perdite ed errori.

“Sacrifice” ci pone i cuori in primo piano, piangenti e doloranti ma al contempo ci coccola e nutre di avvolgente abbraccio compiacendoci per ciò che commettiamo nella nostra imperfezione.