Rottamazione bis: come annullare i propri debiti con l’Agenzia delle Entrate Riscossione applicando le sentenze dei tribunali italiani

Carlo Carmine

MILANO – Il tempo della Rottamazione Bis è arrivato: il 15 maggio scadrà il termine per aderire alla Definizione Agevolata e già in oltre 450mila hanno orientato la propria scelta sulla possibilità di ottenere un presunto risparmio del debito.

Il DL 148/2017 specifica che potranno essere rottamate le cartelle affidate all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 settembre 2017. In base a quanto previsto dalla Legge di stabilità 2018 (DL 148/2017), non rientreranno nell’ambito applicativo le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato oppure i crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei Conti. Con essi anche i carichi interessati da una precedente rottamazione (presentata in base al D.L. n. 193/2016, convertito con modificazioni dalla Legge n. 225/2016), che l’Agente della riscossione ha accolto oppure rigettato perché ‘non rottamabili’ in base alla legge (art. 6, comma 10, del D.L. n. 193/2016, convertito con modificazioni dalla Legge n. 225/2016).

Chi intenderà aderire alla rottamazione pagherà l’importo residuo delle somme dovute senza corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora. Per le multe stradali, invece, non si pagheranno gli interessi di mora e le maggiorazioni previste dalla legge.

La Rottamazione Bis restituisce l’opportunità di abbattere sino al 30% il dovuto eppure, attraverso un’azione legale, si può ottenere l’abbattimento di questa somma del 60-70 o addirittura del 100%.

Ma qui sorge il dubbio: si tratta sempre di debiti dovuti? Carlo Carmine, fondatore di CFC Legal, la prima azienda legale in Italia, specializzata in consulenza ed assistenza in procedimenti giudiziali e stragiudiziali a difesa di contribuenti, imprenditori e aziende dall’azione dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, invita a verificare attentamente il proprio debito prima di aderire alla Rottamazione Bis, poiché “i vizi di forma, i vizi di notifica, l’avvenuta decadenza o prescrizione sono molto comuni al punto da caratterizzare oltre il 70% delle cartelle esattoriali. Infatti, chi oggi aderisce alla rottamazione bis finisce con il pagare, spesso, uno sconto su debiti che se impugnati sarebbero del tutto annullati”.

In Italia 22 milioni di persone hanno debiti con il Fisco e una cartella di (ex) Equitalia o Agenzia delle Entrate Riscossione in un cassetto, per un valore di oltre 800 miliardi di euro. Chi riceve una cartella esattoriale solitamente è convinto che l’unica soluzione possibile sia pagare, se non tutto in un’unica soluzione, almeno rateizzando la cifra. Ma non tutti sanno che almeno il 70% di queste cartelle esattoriali è annullabile per prescrizione o irregolarità nella procedura di riscossione.

Come? “In primis procediamo all’Analisi delle Cartelle esattoriali, degli Estratti di Ruolo, della situazione debitoria, proseguendo con il controllo delle azioni dell’Ente Riscossore (ipoteche, fermi amministrativi, pignoramenti o intimazioni di pagamento), della validità cartelle esattoriali, secondo le linee dettate dal “Metodo CFC Legal” certificato da Progetto Italia tramite il MIUR – specifica Carlo – In seguito procediamo con la verifica di eventuali vizi di forma e/o procedura nell’azione dell’Ente Riscossore, dell’analisi patrimoniale e del numero di ricorsi al fine di ottenere l’abbattimento sino all’ammontare totale del debito. Infine definiamo le strategie legali da intraprendere dando priorità alle esigenze di ogni professionista”.

‘I giudici lo dicono, noi ti aiutiamo a farlo’ è da sempre il motto di CFC Legal, che si muove sulla base delle decisioni del Giudice: “Il che rappresenta un passo in avanti verso il contribuente in tema di possibilità di disconoscimento e annullamento delle cartelle esattoriali di Equitalia/AER”, specifica Carlo.

Nel libro “Liberati da Equitalia | AER”, Carlo illustra le 7 + 1 Mosse per aiutare chi ha ricevuto non solo cartelle esattoriali ma anche un’intimazione di pagamento, un fermo amministrativo, un’iscrizione ipotecaria (o un preavviso di iscrizione) o un pignoramento, a verificare se l’operato dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione sia in linea con le procedure nella riscossione del credito: “Gli esempi che potrei fare – afferma Carlo – sono tanti e alcuni li ho inseriti nel libro. Si tratta di storie di imprenditori e professionisti, aziende e contribuenti, che hanno voluto verificare il proprio debito affidandosi ai legali della mia azienda. Ciascuno di loro, nell’arco di pochi mesi, è riuscito ad annullare anche il 100% del debito. Risultati straordinari, frutto di oltre 15 anni di esperienza, raccolti nel libro e ora consultabili da chiunque”.