
La decurtazione del potere d’acquisto, spiegano gli analisti di via Nazionale, è ancora più intensa se vi si aggiungono le perdite che l’inflazione genera sulle attività finanziarie con valore nominale fisso, come i depositi bancari o i titoli non indicizzati.
Quanto invece ai consumi, la Banca d’Italia rileva che nonostante il calo del reddito disponibile reale, nel 2022 il recupero della spesa delle famiglie residenti è proseguito con intensità analoga all’anno precedente (+4,6% a prezzi costanti, contro il +4,7%). E, si spiega, sarebbe stato anche dai risparmi accumulati durante la pandemia e dall’espansione del credito al consumo.











