Un luogo scolpito nella pietra dove la storia vive ancora, protetto da un accesso che divide ma preserva.
Ci sono luoghi che sembrano sfidare il passare dei secoli. Non perché restino immobili, ma perché conservano intatta quella densità di storie che li rende diversi da tutto ciò che li circonda. Alcuni viaggiatori raccontano di aver provato questa sensazione in un piccolo borgo affacciato sul Lago di Como: un intreccio di gradini, pietre antiche e silenzi che ricordano certe pagine di un romanzo d’avventura.

La prima cosa che colpisce chi arriva qui è la verticalità. Non è un semplice saliscendi, ma un percorso scolpito direttamente nella roccia, come se la montagna avesse deciso di trasformarsi in strada. È il risultato di un lavoro paziente, durato generazioni, quando gli abitanti erano costretti a modellare ciò che avevano per collegare case, cortili e punti strategici.
Una curiosità che molti non conoscono: queste scalinate non sono state create con finalità scenografiche, ma per pura necessità. L’orografia del luogo non permetteva strade tradizionali e la roccia calcarea, dura ma lavorabile, ha offerto l’unica soluzione possibile. Ogni gradino racconta quella fatica.
E poi c’è il paradosso che rende questo borgo ancora più unico: per entrare nel suo cuore medievale serve un biglietto. Una scelta che può sorprendere, ma che nasce da una ragione precisa.
Un labirinto di pietra che chiede di essere protetto
Ecco come funziona in pratica. Dal 2022 l’accesso al centro storico di Corenno Plinio è regolato da un ticket di pochi euro, introdotto per tutelare un patrimonio fragile, fatto di scalinate scavate a mano e passaggi che risalgono a epoche lontane. L’umidità del lago, le vibrazioni del turismo e la semplice usura dei gradini richiedono interventi costanti, e il contributo dei visitatori serve proprio a sostenere questa manutenzione.
Camminando tra le vie ci si accorge subito della delicatezza del luogo. I percorsi si intrecciano senza ordine apparente, creando una sensazione di viaggio verticale, quasi sospeso. Le case di pietra sembrano appoggiate l’una sull’altra, mentre il lago appare tra gli spazi come un sipario che si apre all’improvviso. È una scenografia naturale che non ha bisogno di artifici.

Il ticket non è solo un modo per limitare gli accessi. Permette di seguire un percorso curato, con pannelli informativi, immagini d’epoca e punti di osservazione che rivelano dettagli altrimenti invisibili. Si scoprono così il castello medievale, la chiesa romanica e le antiche arche funerarie che raccontano la storia di una famiglia nobile che qui ha lasciato il segno. Il motivo è più semplice di quanto si pensi: dare al visitatore strumenti chiari per comprendere ciò che vede, e al borgo le risorse per restare integro.
Questo piccolo borgo non è solo un insieme di case affacciate sul lago, ma un equilibrio delicato tra natura, ingegno umano e memoria. Pagare un biglietto per varcarne la soglia può sembrare insolito, ma contribuisce a proteggere un luogo che rischierebbe di scomparire senza cure continue. Chi sceglie di visitarlo non acquista solo un ingresso: sostiene la possibilità, per tutti, di ritrovare un frammento autentico di passato vivo.











