Sembra il Giappone ma è vicino Roma, il borgo segreto che sta conquistando il web: tra case zen e paesaggi asiatici

Il Wabi Sabi Culture offre soggiorni esclusivi tra tradizione giapponese, bioedilizia e rituali di benessere immersi nella natura

Una struttura unica che coniuga la cultura nipponica con l’ecosostenibilità e il relax. Questa realtà ha guadagnato notevole attenzione negli ultimi anni, non solo per la sua fedeltà al modello tradizionale del ryokan, ma anche per l’attenzione verso la bioedilizia e il benessere olistico.

Cultura Wabi Sabi
La cultura del Wabi Sabi – (lopinionista.it)

Il ryokan è una locanda tradizionale giapponese, caratterizzata da elementi architettonici e culturali specifici, come i pavimenti in tatami – pannelli rettangolari in paglia di riso intrecciata – e le stanze chiamate washitsu, spoglie e arredate con semplicità, in netto contrasto con le stanze occidentali. Uno degli aspetti più affascinanti del ryokan è il letto tradizionale, il futon, un materasso sottile e arrotolabile, che viene preparato ogni sera sui tatami.

Al di là dell’arredamento, il ryokan si distingue da un hotel tradizionale non solo per l’ambiente, ma anche per l’esperienza di ospitalità: qui il contatto umano è caldo e personale, la cucina è raffinata e di alta qualità, spesso servita con piatti di ceramica unici, e l’attenzione al dettaglio è massima. Nel giardino, immancabile è la presenza di un bagno Ofuro o di un onsen, elementi fondamentali per il relax e la meditazione.

Giappone nel cuore dell’Italia

Nel cuore delle colline marchigiane, a San Ginesio, si trova un ryokan autentico italiano che offre un’esperienza immersiva nella tradizione giapponese senza dover attraversare il mondo: è il Wabi Sabi Culture,

Il Wabi Sabi Culture, a differenza di un qualunque hotel in stile giapponese, è un luogo che rispetta appieno queste tradizioni. Nonostante si trovi in Italia, a San Ginesio, a pochi chilometri dal mare Adriatico e immerso nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, si percepisce immediatamente l’atmosfera tipica di un ryokan giapponese, merito anche degli elementi naturali come gli alberi di acero, i laghetti e le campane a vento che accompagnano il visitatore lungo il Cammino della Consapevolezza, un sentiero immerso nel verde che conduce alla struttura principale.

Un aspetto distintivo di questa struttura è la sua costruzione in bioedilizia, che prevede l’uso di materiali naturali come bambù e sughero per l’isolamento, e l’adozione di impianti solari per l’energia elettrica e l’acqua calda. L’attenzione alla sostenibilità ambientale si riflette anche nell’uso di prodotti naturali per l’igiene personale e nella riduzione degli sprechi e della plastica. Questo approccio fa del Wabi Sabi Culture una struttura davvero all’avanguardia, capace di coniugare tradizione e rispetto per l’ambiente.

San Ginesio, Marche
Le colline vicino San Ginesio – (lopinionista.it)

Le camere, solo quattro, sono dedicate a esperienze intime e personalizzate. La stanza “Vento tra i pini”, ad esempio, offre un’immersione totale nella natura e nella cultura giapponese, con il profumo degli oli essenziali e il comfort del futon, che permette di vivere la notte secondo la tradizione nipponica.

Uno degli elementi più apprezzati è il bagno Ofuro, una vasca in legno riscaldata a circa 40°C dove si pratica un rituale di purificazione e rilassamento. A differenza dell’onsen, che utilizza acque termali naturali provenienti da sorgenti vulcaniche, l’Ofuro è un bagno aromaterapico naturale. La vasca si trova in una stanza panoramica con grandi vetrate, immersa nella natura, e l’esperienza dura circa 40 minuti. È fondamentale rispettare il rituale di pulizia accurata prima di entrare, per mantenere l’acqua pura. Questo bagno è disponibile anche a chi non soggiorna nella struttura.

Accanto all’Ofuro, la stanza della meditazione offre un ambiente perfetto per pratiche come lo zazen, favorendo il rilassamento profondo e la riconnessione con sé stessi, elementi fondamentali della filosofia Wabi Sabi, che valorizza la bellezza dell’imperfezione e l’accettazione del momento presente.