Su “Maria con Te” Enzo Avitabile parla della sua fede e fa una rivelazione

Enzo AvitabileROMA – «Quando mi avvicinai al buddhismo, la mia guida spirituale ripeteva che tutti noi abbiamo un mantra. Dopo la scomparsa di mia moglie, sentivo il desiderio di pregare, ma lo rifiutavo. Alla fine, compresi che l’unica orazione possibile era quella del Rosario, che avevo imparato da piccolo in chiesa. Capii che era quello il mio “mantra”, un collegamento naturale con Maria, che ci aiuta a comprendere la Parola di Dio. Non mi separo mai dalla mia coroncina, anche durante le esibizioni: la benedisse papa Francesco dopo un concerto che feci 8 anni fa in Vaticano».

Così il celebre artista partenopeo Enzo Avitabile, nell’intervista sul numero in edicola di Maria con te, settimanale mariano del Gruppo Editoriale San Paolo, racconta come la Madonna l’abbia aiutato a riabbracciare la fede dopo il dolore per la scomparsa dell’amata Maria, stroncata da un tumore nel 2002.

Ma quello dell’artista con la Vergine è un legame filiale che risale all’infanzia: «Mia madre Concetta», racconta, «mi portava nella casa di sant’Alfonso Maria de’ Liguori a Marianella, il quartiere di Napoli dove sono cresciuto: mi emozionavo davanti al quadro della Vergine caro al fondatore dei redentoristi. Sono legato anche alla basilica del Carmine Maggiore, al santuario di Nostra Signora dell’Arco di Sant’Anastasia e a Pompei. Cosa chiederei alla Regina dei Cieli? La pace. Non se ne può più di questo mondo che vive con la guerra nel cuore».

Una devozione profonda che Avitabile ha voluto manifestare anche in tanti suoi brani: da Maronna Nera, a Figliule ca ‘nce jate a la Maronne, fino a Rosario alla Madonna delle Grazie e Devozioni dialettali. «La Vergine è luce, speranza, un sostegno quotidiano. Lei c’è sempre. Cantare Maria, secondo me, non vuol dire cantare il suo nome, ma in suo nome. Si potrebbero intonare mille brani nei quali non viene nominata, eppure la sua presenza sarebbe più forte che mai».