Giornata mondiale dell’Obesità, Montecitorio si illumina di blu

ROMA – La Camera dei Deputati aderisce alla Giornata mondiale dell’Obesità prevista per mercoledì 4 marzo. Pertanto, la facciata di Montecitorio viene illuminata di colore blu con la scritta “Giornata mondiale dell’Obesità” dal tramonto di mercoledì 4 all’una di giovedì 5 marzo. L’obesità è in aumento a livello globale e gli sforzi per affrontarla sono impegnativi a causa di idee sbagliate sull’obesità e sul ruolo che svolge nella salute di una persona. Insieme possiamo correggere le idee sbagliate sull’obesità, riconoscere le sue complessità e intraprendere un’azione collettiva efficace. Perché quando tutti parliamo, discutiamo e condividiamo, possiamo cambiare le norme e trasformare i risultati di salute per tutti.

Le ultime stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità rivelano che sono sovrappeso oppure obesi il 50% degli adulti e il 30% dei bambini e adolescenti del Pianeta. In Italia sono oltre 25 milioni gli adulti in eccesso di peso, ovvero quasi metà degli adulti (oltre il 46%) e il 26,3% tra bambini e adolescenti (2 milioni e 200 mila persone). In particolare, nella fascia di popolazione tra i 3 e i 17 anni, a partire dal 2020 il dato sull’eccesso di peso è cresciuto fino al 27%, certamente legato anche all’aumento della sedentarietà, che ha caratterizzato la popolazione giovanile nel biennio pandemico. La situazione più critica si attesta tra i bambini di 3-10 anni, dove raggiunge il 34,5%.

Secondo una ricerca di qualche anno fa, gli uomini che mangiano da soli hanno un rischio maggiore del 45% di sviluppare l’obesità. Lo ha dimostrato, in particolare, uno studio dell’ospedale Ilsan dell’Università di Dongguk a Seoul, in Corea del Sud, secondo il quale gli uomini che mangiano da soli sono più predisposti a sviluppare ipertensione e colesterolo alto. Le conseguenze sono state riscontrate anche nelle donne, ma nella popolazione maschile i dati sono a dir poco preoccupanti. Lo studio ha analizzato 7.725 adulti, ai quali è stata chiesta la frequenza con la quale mangiano da soli. Dalle ricerca è emersa una differenza sostanziale fra le persone single e quelle accoppiate o fra chi mangia spesso da solo per lavoro e chi no. I ricercatori, infatti, hanno riscontrato che gli individui che consumano il pasto in solitudine tendono maggiormente ad avere abitudini culinarie sbagliate e di conseguenza possono essere soggetti a malattie.