
“Ho scritto questa canzoni come espressioni di me stesso. Ero alla vigilia della paternità, ma negli anni precedenti avevo vissuto un dolore profondo. Quelle esperienze dolorose mi hanno aiutato a trovare un senso in ciò che faccio. Avrei comunque creato questa musica, a prescindere dal fatto che qualcuno l’ascoltasse; questi brani in particolare racchiudono pensieri profondi e istantanee della mia vita, mentre mi preparavo a diventare padre. L’intensità di quel momento si riflette sull’intensità con cui ho affrontato la realizzazione di questo album” afferma.
Nell’ultimo decennio, Ed Prosek ha pubblicato musica con dedizione e costanza, sfornando ep e singoli a un ritmo prolifico. Nel frattempo, ha accumulato oltre 100 milioni di stream, trainati da brani divenuti ormai dei classici, come ‘The Mountain’, ‘Holy Water’, ‘The Other Side’, ‘The Garden’ ed altri ancora. Dopo l’ep ‘The Foreigner’ del 2023, ha collaborato con Portair sotto il nome di Driftwood Choir, pubblicando nel 2025 un acclamato e omonimo album di debutto. Oltre a totalizzare decine di milioni di streaming ed ottenere importanti inserimenti in colonne sonore di note serie tv (tra cui Grey’s Anatomy), Prosek ha ricevuto il plauso di testate come Up To Hear, Headliner ed altre ancora.
Nel frattempo, Ed dava forma con cura a quello che sarebbe diventato ‘Redwood Cathedral’. Trasferitosi in Germania con la sua famiglia, si è stabilito nella Foresta Nera, dove ha finito quest’opera “all’interno di una casa colonica tedesca di oltre trecento anni”. Ha suonato ogni strumento, prodotto il progetto e registrato tutto dal vivo.
“Avevo iniziato a lavorare a ‘Redwood Cathedral’ mentre stavamo ancora lavorando a Driftwood Choir. Quel processo mi ha portato a fare un passo indietro e a chiedermi: cosa voglio dire? Non avevo mai realizzato un album prima d’ora. Non si tratta solo di una raccolta di brani, qui sto davvero esprimendo qualcosa. Per la prima volta, ho scomposto e ricomposto ogni traccia più volte fino ad arrivare al risultato attuale. Ho curato con attenzione la coerenza dei testi, la strumentazione e la produzione” racconta l’artista.
Questo intento emerge in brani come ‘All Things In Due Time’, dove il pianoforte scandisce ogni sillaba di un ritornello intriso di riverbero. Nota di chitarra luminosa si intrecciano mentre Prosek canta con dolcezza in ‘Hush Little Baby’, una ninna nanna per il figlio appena nato.
La title-track intreccia riflessioni su un tappeto sonoro di pianoforte e chitarra, richiamando in modo magnetico l’infanzia trascorsa sulla costa nord della California, mentre in ‘Rock Climber’ la sua voce sussurrata cavalca un crescendo di chitarra acustica, raggiungendo un ritornello dal registro acuto e intenso. L’unica collaborazione del disco, ‘Tall Pines’, vede Prosek insieme a Portair sprigionare un’energia completamente diversa, incalzante e di grande impatto.
In ‘Redwood Cathedral’ Ed condivide i propri pensieri, le proprie esperienze ed emozioni, tendendo una mano per creare una connessione. “Questo album è quanto di più umano io possa offrire. Sono un padre, un cantautore, un agricoltore part-time e un collezionista di dischi. Ho scoperto che le cose più importanti della mia vita sono quelle che posso stringere tra le mani. C’è ancora tanta bellezza nel mondo e così tanto da costruire. Tutto ciò che posso fare è scrivere canzoni a riguardo”, conclude Prosek.








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