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A “Fuori dal coro” l’intervista a Nathan Trevallion, il papà della famiglia

MILANO – Ecco qui di seguito l’anticipazione dell’intervista, realizzata da Raffaella Regoli, a Nathan Trevallion, il papà della famiglia nel bosco, in onda questa sera (alle ore 23 circa) a “Fuori dal coro”, condotto da Mario Giordano, in prima serata su Retequattro. Nathan si trova ora, insieme a Catherine, nella nuova casa, dove spera di poter presto accogliere i suoi figli e riunire la famiglia. E racconta: «Io tutte le mattine vado a Vasto alla casa-famiglia. Vado sei giorni a settimana».

E invece Catherine quante volte può vedere i bambini?

«Al momento lei ha due videochiamate a settimana. La settimana scorsa ha fatto un incontro protetto: un’ora piena di felicità e di amore. Non abbracciavano la mamma dal 1° aprile, ora sono molto felici».

Come stanno i bambini?

«C’è tanta rabbia, tanta tristezza, chiedono sempre ‘Quando possiamo uscire da qua? Quando possiamo andare a casa?’».

La bambina invece è uscita dall’ospedale. Come sta adesso?

«Sta meglio, ha avuto una broncopolmonite, la stanno curando. Dopo otto giorni in ospedale, sta rientrando in casa-famiglia».

Come sta Catherine?

«Catherine sta passando momenti molto tristi; non avendo i bambini con lei, è triste per non poterli vedere».

Tutta Italia si è commossa quando la bimba si è aggrappata alla mamma. Come ti ha fatto stare vederla soffrire così?

«La bambina ha sofferto molto. È stato un momento difficile anche per me. Io l’ho sempre abbracciata dandole tanto amore per passare il momento difficile».

Catherine è stata dipinta come una persona non collaborativa, fuori controllo. Come vuoi rispondere a questa accusa?

«Catherine è sempre stata lucida e oggi è pronta a collaborare per il benessere dei nostri figli. È una persona pieno di amore, sia come moglie sia come madre. Questa prova ci ha reso più uniti, più innamorati e più forti di prima. La abbraccio forte e le dico che la amo».

Qual è il momento più difficile della giornata?

«Quando ci svegliamo e non c’è il rumore e l’allegria dei bambini».

Voi avete mantenuto un punto fermo…

«Chiediamo rispetto come genitori, sempre rispettando i diritti dei bambini».

Quando i bambini torneranno a casa, voi cosa farete?

«La prima cosa sarà portare i bambini in spiaggia; dopo li riporteremo casa. Di giorno, se c’è tempo, li porteremo a vedere gli animali. Ricominciamo a vivere».

Cosa vi fa andare avanti?

«L’amore».

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Redazione L'Opinionista

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