
“Con profonda tristezza che piangiamo la scomparsa del grande Gary Peacock”, ha scritto DeJohnette, “Ho avuto la fortuna di aver trascorso più di 30 anni a suonare della musica straordinaria insieme a lui, sia separatamente sia con il Trio con Keith Jarrett. Gary aveva un suono, una sensazione e un’immaginazione altamente creativa. È stato il suo album “Tales of Another” (ECM) che ci ha fatto incontrare, dopo di che abbiamo deciso di restare a suonare insieme, e il resto è storia. Provo molto affetto e gratitudine per lui e per il suo contributo a quella musica che chiamiamo Jazz. Lydia e io inviamo il nostro più profondo amore alla famiglia Peacock. Sei sempre nei nostri cuori”.
Nato nel 1935, fu dapprima allievo di Allievo di David Izenzon. Dopo aver svolto il servizio militare in Germania suonò con con Barney Kessel, Bud Shank, Paul Bley e Art Pepper. Il suo approccio alla musica è stato come quello alla vita: alla ricerca di un equilibrio e di una concentrazione costante. La stessa che sperimentò quando si trasferì in Giappone negli anni ’60 per studiare filosofia Zen. Una vita da virtuoso, ma alle spalle di un gigante come Jarrett, Peacock ha sempre mostrato una grande umiltà nel suo approccio alla musica.








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