Agenda politica: come investire e guadagnare con la finanza green

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ROMA – «Le maggiori economie mondiali mai come oggi sono impegnate in uno sforzo condiviso per la lotta al cambiamento climatico come epistilio della ricostruzione post-pandemica», spiegano gli esperti di Ener2Crowd.com. Questo vale anche e soprattutto per questa nuova Italia guidata da Mario Draghi, dove l’attenzione all’ambiente si rispecchia in una sensibilità popolare sempre più diffusa, che influenza le scelte di consumo. Ed è infatti vero che in Europa, secondo i dati Morningstar, i fondi sostenibili hanno raccolto 233 miliardi di euro nel 2020, portando il patrimonio investito a oltre 1.100 miliardi di euro, distribuiti su oltre 3 mila prodotti finanziari green.

A cavalcare la nuova onda verde è anche Ener2Crowd.com, la prima piattaforma italiana di lending crowdfunding ambientale ed energetico. La piattaforma può essere utilizzata sia dalle società del settore dei servizi energetici come strumento parabancario insieme ad altri canali di finanziamento, sia direttamente dalle imprese che debbano acquistare nuovi impianti o introdurre soluzioni più efficienti o alternative in grado di aumentarne la sostenibilità.

«Sappiamo che sempre più persone vogliono dare una veste ed un contenuto etico alle proprie scelte, anche a quelle finanziarie. Quanto stiamo facendo dimostra che non è vero che la sostenibilità è un maggior costo per le aziende: attraverso Ener2Crowd ognuno è in grado di produrre un maggior profitto nel breve termine ed un ambiente più sano e vivibile per il futuro», sottolinea Niccolò Sovico, ceo, ideatore e co-fondatore della società.

Gli obiettivi per il 2021 puntano a 24 raccolte per un totale di 3 milioni di euro. Un traguardo che sarà facilmente raggiunto grazie alla continua crescita di iscritti su Ener2Crowd.com, persone che hanno scelto di impiegare i propri risparmi per costruire un futuro migliore, certamente, ma anche per garantirsi degli ottimi interessi nel presente dato che la natura dei progetti permette di ripagare in modo “sostenibile” fino al 6% di interesse lordo annuo. Interessi più che accettabili per le aziende che riescono a veder finanziare i loro progetti in pochi giorni o — come accade — anche in poche ore.

Una spina nel fianco, secondo gli analisti della piattaforma, rimangono però i costi dei vettori energetici, che in Italia sono insostenibili. A pagare maggiormente lo scotto sono le piccole e medie imprese, con una perdita di fatturato pari al 76% della propria spesa energetica e una perdita di valore aggiunto pari al 36% della stessa. «Nelle grandi industrie la perdita di fatturato varia invece tra il 6% ed il 26% della spesa energetica», sottolinea Niccolò Sovico, scelto da Forbes come uno dei 30 talenti globali under-30 del 2020.

Partendo dallo studio dell’ultimo rapporto disponibile dell’Enea sui dati pervenuti dalle diagnosi energetiche obbligatorie (Rapporto Annuale Efficienza Energetica 2019), Ener2Crowd.com è riuscita — in collaborazione con il GreenVestingForum, il forum della finanza alternativa green— a calcolare quale è il “gap di competitività”.

«L’elaborazione è stata fatta tenendo contro della bolletta energetica e dei dati di consumo nazionali. Così è stato possibile calcolare che ogni 1.000 euro investiti in soluzioni di riduzione dei consumi oppure in efficientamento energetico è in grado di generare un risparmio diretto di costi energetici di 370 euro l’anno», ribadisce Giorgio Mottironi, cso e co-fondatore di Ener2Crowd.com nonché chief analyst del GreenVestingForum.it.

Insomma l’investimento si ripaga da solo in meno di 3 anni. Ma, proprio come — su un altro livello, quello dei privati — accade per il Superbonus 110%, non tutte le aziende hanno saputo cogliere questa opportunità. La perdita totale, calcolata da Ener2Crowd.com in collaborazione con il GreenVestingForum.it, è di 27 miliardi di euro annui, pari all’1% del fatturato totale delle imprese italiane, di cui ben 21 miliardi di euro nel segmento delle piccole e medie imprese.

«Per recuperare l’extra-costo energetico del sistema imprese italiano ci vorrebbero ora 25 miliardi di euro di investimenti, un ammontare che porterebbe a generare una crescita di valore aggiunto complessivo di 16 miliardi di euro», spiega Giorgio Mottironi. In altri termini si tratterebbe di raddoppiare l’attuale volume di investimenti nel comparto energetico ed aumentare di circa 25 volte quelli nel campo dell’efficienza energetica.

«È un grande sforzo che oggi però può beneficiare di nuovi strumenti di diretto coinvolgimento della ricchezza privata, quella attenta al futuro del nostro pianeta ed interessata a rendimenti superiori a quelli della finanza tradizionale: Ener2Crowd è stata creata proprio per questo motivo, per coinvolgere in modo democratico le persone, vere protagoniste della transizione energetica» sostiene Niccolò Sovico.

Secondo il ceo, ideatore e co-fondatore di Ener2Crowd.com, le soluzioni per ridurre i costi energetici a disposizione delle imprese sono molteplici, a partire dalla generazione da fonti rinnovabili — in grado di produrre (anche tenendo presente del costo degli impianti) risparmi per almeno il 20% sui costi di natura elettrica delle piccole e medie imprese — passando per gli interventi di “retrofitting” o “renewal” degli impianti di produzione —con un ritorno sugli investimenti pari al 25% annuo— fino ad arrivare a soluzioni di efficienza gestionale, quali ad esempio la dotazione di un software di monitoraggio e gestione automatica delle utenze in base alla necessità d’uso, implementando il quale si riesce ad ottenere un ulteriore 5% di risparmio sui costi energetici totali.

Per sostenere un flusso diretto ed efficace di risorse verso queste opportunità di trasformazione esiste oggi l’energy crowdfunding di Ener2Crowd.com, la prima piattaforma italiana di investimenti “diffusi” nella green economy, con una community che già oggi conta 3 mila investitori, che nel 2020 ha erogato 1,6 milioni di euro a favore di aziende pronte a ridurre i loro impatti ambientali migliorando nel contempo la propria competitività e che punta nel 2021 a 24 raccolte per un totale di ulteriori 3 milioni di euro.

«Per far arrivare direttamente queste risorse in modo rapido alle aziende italiane oggi si può usare la soluzione dell’energy crowdfunding, ovvero la possibilità di richiedere un prestito direttamente ai privati per realizzare interventi che producano benefici economici ed ambientali nell’ambito della transizione energetica», rimarca Giorgio Mottironi.